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15 ottobre 2011

Vivere il lavoro oggi nella provincia di Varese

I seminari sono come i censimenti : servono a scorgere variazioni e annunciano cambiamenti che poi vengono annotati in massicci tomi cui nessuno guarda mai tranne quando si tratta di far bella figura con il politicante di turno quando il minibar è vuoto è l’hostess è stanca di sorridere a comando.

Quando lei non c’è e le cosce latitano resta da sorbirsi il seminario: polpettoni dove l’accademico di turno racconta in punta di fioretto ciò che risiede nell’esofago di tutti.

E’ non fa meno male.

Eccovi un sunto dell’ultimo andato in scena in una delle tante universita italiane.

I tempi cambiano, la ricerca della propria professione pure. «

Il lavoro non va più cercato, ma inventato seguendo i propri sogni».

Se ne è parlato ieri, all’università dell‘Insubria, nel seminario «vivere il lavoro oggi nella provincia di Varese. Il giovane, l’imprenditore e il politico come possono dare un senso al lavoro e rilanciarlo» organizzato dalle Acli provinciali varesine con la Fondazione La sorgente e la facoltà di Economia dell’università dell’Insubria.

«La crisi è stata causata dalle speculazioni, dall’arricchimento a prescindere dalla creazione di valore, per uscirne bisogna cambiare mentalità – è il messaggio del convegno – Il posto fisso non esiste più. È un’illusione pensare di svolgere solo il lavoro per cui si ha studiato. Bisogna smetterla di affidarsi alle raccomandazioni, ma imparare a creare valore e quindi opportunità di lavoro».

La domanda è :serviva spender soldi per scoprire qualcosa che qualsiasi operaio fa ogni santo giorno?

La risposta è ovvia.

Voi però mi direte: cosa c’entrano gli operai con le prospettive di tutti noi laureati?

Semplice: sarà il vostro futuro. O forse no, chissà.

Certo è che esistono padri di famiglia che s’inventano il lavoro ogni giorno, e avere un posto da operaio è l’unico sogno che possono sperare di realizzare.

Gaetano Santandrea

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