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5 ottobre 2011

Wikipedia a rischio chiusura!

  Accanto alle trasformazioni del modo di vivere della società negli ultimi dieci anni, la società stessa non solo si è tramutata virtualmente, trasferendo la ricerca del sapere e del libero pensiero dal cartaceo alla rete, ma ha trasformato se stessa. E’ come tanti anni fa, nell’epoca dei nostri nonni, quando abbandonate le carrozze e i cavalli la gente cominciava a far uso delle automobili.

I “ricchi”, ovvero chi possedeva le nuove autovetture, erano viste come persone moderne. Col tempo non si è parlato più della società delle carrozze e quella delle automobili, ma della nuova società che negli anni è cambiata, trasformando se stessa. Inutile sottolineare che i mezzi di trasporto (e quelli del trasporto virtuale) mutano i costumi e un’epoca.

Oggi giorno siamo immersi nella rete, nel mare magnum di internet. Wikipedia, Facebook, Google, Youtube, Twitter hanno cambiato la nostra vita.
Ma è proprio l’enciclopedia libera, con liberi editori (è la gente comune a costruire le informazioni) e neutrale (non appoggia nessun partito e nessun partito appoggia Wikipedia) che rischia di chiudere i battenti.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni

è la dichiarazione che leggiamo nei comunicati dell’enciclopedia virtuale.

E’ recente la polemica nata dal cantautore italiano Vasco Rossi sull’accanimento contro Nonciclopedia, un sito (simile per struttura a Wikipedia) che prende in giro, bonariamente, ogni persona del mondo dello spettacolo, del cinema, della musica, della politica.

Finita positivamente, ora la polemica passa in mano al fattore Wikipedia. Recita così il ddl intercettazioni :

Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono“.

Wikipedia spiega (come ha sempre fatto) l’impatto del DDL :

<< (…) in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto – indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive – di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti >>.

Il futuro dell’enciclopedia free è in mano al futuro stesso. Facebook e Twitter, e altri blog, hanno iniziato una battaglia informativa sul decreto legge bavaglio.

Intanto il comunicato wikipedia riporta :

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

Pare che oggi la vera offesa sia la beffa su internet per i signori dei Palazzi. Ma sappiamo bene quali sono le vere offese che, spesso, arrivano proprio dai Palazzi. Del potere. Non del sapere.

Ruberto Danilo

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