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24 novembre 2011

Accordi Puglia-USA: nuova frontiera per la cura della schizofrenia

Tra i partner della ricerca, figurano L’Università Aldo Moro di Bari, il Policlinico, e Casa Sollievo.Il Lieber Institute della J.Hopkins University di Baltimora è considerato uno dei tre migliori centri di ricerca medica al mondo. L’Università degli studi Aldo Moro di Bari, , insieme all’Azienda Politecnico, con la partecipazione della “Casa Sollievo Della Sofferenza” di S. giovanni Rotondo, insieme alla prestigiosa Università americana, daranno il via ad un nuovo progetto di ricerca, rivolto a scoprire le cause genetiche della schizofrenia, che restano purtroppo tuttora ancora ignote.

La futura sperimentazione, con l’appoggio e l’impiego di strumentazioni italiane e metodi avanzati di ricerca made in USA, e con l’appoggio di strutture sanitarie e terapeutiche, consentirà di individuare i percorsi neurobiologici alterati, difettosi, nel funzionamento del cervello dei pazienti affliti da tali disturbi.

Stanziati sostanziosi investimenti, pari all’incirca a cento mila dollari annui. L’accordo triennale, prevede una sperimentazione farmacologica innovativa, che non risulti più inefficace nella cura dei pazienti, spesso esposti loro malgrado a cure poco proficue dal punto di vista della guarigione, ed allo stesso tempo particolarmente pericolose e dannose a causa delle numerose controindicazioni di psicofarmaci non sempre infallibili e dei gravi effetti collaterali che essi comportano.(I composti antidepressivi spesso contengono metalli ed altre sostanze dannosissime al notro organismo)

L’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico di Bari e l’Istituto “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, da oggi offriranno le proprie strutture per tale ricerca.Alle due Università , pugliese ed americana, sarà allora consentito un continuo scambio di dati, di ricercatori, di idee, e di studi, offerendo possibilità alle giovani eccellenze Universitarie sia di sviluppare la ricerca, sia di trovare una eccellente collocazione lavorativa, nell’ineteresse di una sempre più larga fascia di pazienti afflitti da schizofrenia.

Emilio Pantuliano

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