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15 novembre 2011

Bologna: Gli occupanti adesso non vogliono andar via

Che le occupazioni dell’ex Mercato di mezzo e dell’ex cinema Arlecchino non sarebbero passate inosservate se lo aspettavano tutti. Pochi, forse, si aspettavano la strenua difesa dei suddetti locali portata avanti dai Draghi Ribelli e dagli Insolventi.

I due gruppi, che ribadiscono il loro diritto ad associarsi nei “Community Center” appena occupati, stanno cercando, in queste ore, una soluzione che gli consenta di rimanere nei locali dell’ex Arlecchino e dell’ex Mercato di mezzo per una settimana o un mese, anche cercando una mediazione con Comune e Questura.

La questione è, però, quanto mai complessa. Lo stesso Sindaco Merola, infatti, ha dovuto ritrattare le dichiarazioni dei giorni scorsi, con le quali difendeva le due occupazioni considerate “occasione di riflessione per la città”, causando stupore sia all’interno della giunta comunale che tra i manifestanti stessi.

Il Sindaco, che ha giustificato questo cambio di rotta a causa della dichiarazione di inagibilità dell’ex Mercato di Mezzo, firmata da Ausl e dai vigili, e dalla denuncia penale a carico degli Insolventi, da parte dei proprietari dell’ex Arlecchino, si trova a dover affrontare la rabbia del gruppo dei Draghi Ribelli i quali, dopo la notifica di sgombero ricevuta il 13 mattina, hanno deciso di manifestare compatti sotto la sede del Comune a Palazzo D’Accursio , per occuparla e chiedere spiegazioni al Sindaco Merola.

Non c’è da stupirsi, quindi, se è proprio l’occupazione dell’ex Mercato di mezzo che fa più discutere, tanto da spingere gli esponenti di SEL a solidarizzare con gli occupanti, in quanto “il Sindaco dovrebbe avere il coraggio di ascoltare i ragazzi e riaprire gli spazi pubblici abbandonati e non criminalizzare le azioni dei giovani del Tpo”.

Infatti, lo stesso Sindaco, assessori e consiglieri comunali hanno lasciato cadere nel vuoto l’invito dei Draghi a constatare di persona ciò che si stava e si sta facendo all’ex Mercato di mezzo visto che, sottolineano i ragazzi del Tpo: “Il problema non può essere una impalcatura, il problema è politico e il Sindaco non deve nascondersi dietro un dito”. Ribadendo che quanto si sta facendo è un’iniziativa che punta a creare un luogo di aggregazione a cui possa accedere tutta la città e non può essere associato alla parola “illegale”.

Gli Insolventi, intanto, noncuranti della denuncia penale, guardano lontano auspicando la rivalorizzazione dell’ex Arlecchino come spazio comune, che possa servire da laboratorio per la città intera e non da centro sociale. Le idee in cantiere, infatti, sono tante e tutte, assicurano gli organizzatori, saranno decise tramite assemblea pubblica. Per ora, quello che è certo, è l’organizzazione di alcuni workshop, già partiti domenica: come quello sulla comunicazione, sullo spettacolo e sull´università.

Passando da un locale occupato all’altro, gli organizzatori di OccupyBologna, che da venerdi dormono in tenda nella facoltà di Lettere e Filosofia, in via Zamboni 38, hanno annunciato l’apertura di laboratori e workshop che spazieranno dalla comunicazione all’economia, in attesa della giornata di mobilitazione del mondo della formazione del 17 novembre.

Francesco Pandolfi

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