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13 novembre 2011

Colletta tra gli studenti universitari a Bologna per acquistare il debito pubblico

Forse una provocazione o semplicemente la voglia di contribuire al rilancio del paese, ha spinto cinque giovani universitari dell’Università Alma Mater di Bologna, di aderire all’iniziativa lanciata da Giuliano Melani, l’intermediario finanziario che venerdì scorso ha lanciato un appello sul Corriere della Sera per “ricomprare il debito pubblico” investendo in Btp.

Stefano Onofri, Matteo Monti, Marco Moschettini, Alessandro Cillario e Massimiliano Criston, questi i nomi dei cinque volenterosi studenti, hanno infatti, raccolto petizioni e promosso l’iniziativa all’interno del loro ambiente di studio, raccogliendo anche offerte provenienti da altri ragazzi e acquistando quindi Btp. investimenti che dovrebbero poi essergli restituiti con gli interessi.

Le ragioni che li hanno spinti a compiere questa scelta sono molteplici . Da un lato la volontà di iniziare a realizzare qualcosa di concreto che possa servire per il bene della nazione, ma sopratutto intendono, attraverso questo gesto simbolico, dare l’esempio affinché si risolva la grave crisi economica e nello specifico finanziaria, risolta la quale possono liberarsi risorse da investire per i giovani e per il loro futuro:“Vogliamo mandare a ruba i titoli di stato italiani, per frenare questa pazza corso dello spread e evitare che il nostro Paese bruci ancora miliardi di euro. Soldi che serviranno a noi giovani per garantirci pensioni, assistenza sanitaria, istruzione e servizi di ogni genere”, hanno dichiarato i cinque ragazzi.

Inoltre, secondo i promotori di questa singolare iniziativa, non basta che la politica cambi per creare le condizioni migliori per far risorgere l’Italia, ma bisogna che si ritorni al rispetto dei valori etici e che dunque cambi la mentalità di molti italiani, e a tal proposito hanno detto”Responsabilità nazionale significa che tutti, e non solo 945 parlamentari, devono cambiare tendenza, abbandonando la parte peggiore degli stereotipi italiani per recuperare la grandezza di un popolo lavoratore, onesto, intelligente, competente e ambizioso”.

Per i cinque giovani studenti universitari, inoltre, questa iniziativa oltre che utile è anche conveniente per chi la porta a termine e vi aderisce “se una persona mette parte suoi soldi e li investe in titoli Italiani-hanno spiegato i ragazzi- inizierà ad interessarsi alle sorti dello Stato,per il semplice fatto che sarebbe uno di quei rari casi in cui è evidente che l’interesse personale e quello della comunità coincidono”.

Non sono mancate stoccate e moniti nei confronti della classe politica che, a detta dei promotori dell’iniziativa è chiamata a prendersi le proprie responsabilità, e chi non si sente in grado di farlo, deve mettersi da parte e favorire l’ingresso di nuove forze giovani, fresche e sopratutto provenienti dalla società civile.

Vincenzo Amone

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