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2 novembre 2011

Con il nuovo governo danese l’università si rinnova

Dopo l’elezione e l’assemblamento del nuovo governo danese guidato da Helle Thorning Schmidt di scuola socialdemocratica, lo stato nord europeo punta alla soluzione dei problemi economici del sistema scolastico sorti nella precedente amministrazione giudadata da Løkke Rasmussen.

85 miliardi di deficit nel budget 2012 sono i numeri con i quali dovrà lavorare Helle Thorning Schmidt , trovandosi con un miliardo in meno da spendere per le università danesi.

I partiti social-democratico, liberaldemocratico e quello socialista, formando il nuovo esecutivo, hanno già chiarito di voler risolvere il deficit finanziario tracciando le strade da percorrere per arginare il problema.

Le nuove strade da percorre tracciate dall’esecutivo sono la redazione di un nuovo documento di 76 pagine, A United Denmark, in cui è trattata la questione scolastica. In particolare mira a cancellare la proposta che era stata fatta dal governo Rasmussen di stabilire una tassa per i laureati danesi che lavorano fuori nazione da 5 anni.

Il nuovo governo invece punta alla creazione di 10.000 posti per gli studenti entro la fine del 2010, garantendo agli atenei una maggiore autonomia per la ricerca e l’internazionalizzazione, cercando di porre freno alla xenofobia dilagante verso gli strudenti stranieri.

Un’altra novità che il governo più giovane d’Europa si appresta ad apportare sarà di trasformare il vecchio Ministero della Scienza nel nuovo Ministero della Ricerca, dell’Innovazione e dell’Educazione, presieduto da Morten Østergaard che dovrà sovraintendere ai corsi di laurea brevi come Fisioterapia o a durata quinquennale come Architettura che prima erano esclusiva di altri Ministeri.

Danilo Ruberto

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