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27 novembre 2011

Egitto: gli studenti si uniscono alla protesta contro il regime miliare

Gli studenti egiziani in piazza contro la giunta militareDalla scorsa settimana, migliaia di giovani egiziani si ritrovano quotidianamente nella centralissima piazza Tahrir del Cairo, luogo simbolo della rivoluzione che ha posto fine al regime di Hosni Mubarak. Tra di loro moltissimi studenti dell’Università del Cairo che protestano contro la violenza delle truppe di sicurezza ed auspicano la fine del regime militare. La caduta di Mubarak, infatti, ha lasciato un vuoto politico nel Paese: l’unico potere reale resta tuttora quello dell’esercito che, al momento, non riesce a garantire una piena transizione democratica dell’Egitto.

Gli studenti hanno deciso di mobilitarsi contro la giunta militare a seguito delle numerose violenze perpetrate dai soldati contro la popolazione: in particolare, secondo fonti mediche e giornalistiche, nelle ultime settimane i militari avrebbero usato armi non convenzionali per disperdere manifestanti pacifici e disarmati, causando numerose vittime e feriti. I gravi incidenti hanno provocato un’ondata di sdegno nella popolazione egiziana, che è sempre meno disposta a tollerare un regime militare ritenuto ormai illegale.

Marce di solidarietà con i manifestanti di piazza Tahrir si sono tenute in mole scuole ed università egiziane. Secondo gli studenti il regime militare si è macchiato di gravi crimini contro la popolazione ed ha perso ormai qualsiasi autorità: “La giunta deve andarsene – afferma Saad Abbas, studente di legge – ha perso il suo status legale nel momento in cui ha tollerato gli omicidi e le violenze contro i cittadini inermi”.

Alla vigilia delle prime elezioni dalla fine del regime di Mubarak, in molti si chiedono se i militari accetteranno l’esito delle votazioni e lasceranno il potere ad un governo civile. Tra i manifestanti di piazza Tahrir si rafforza il sostegno ad un governo “di salute nazionale” affidato a Mohamed El Baradei, premio Nobel per la Pace e ex capo dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea). “La rivoluzione contro il regime di Mubarak – dice Abbas – è nata dal desiderio di libertà e di dignità di cui per anni siamo stati privati: la nostra lotta per la democrazia non è ancora conclusa”.

Pasqualino Guidotti

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