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15 novembre 2011

Il mondo accademico chiede a Monti un segnale di discontinuità

Dal mondo accademico, in particolare da studenti e sigle sindacali , è stato lanciato un appello indirizzato al neo presidente del consiglio incaricato Mario Monti.

Si chiede che il nuovo governo nomini un ministro dell’istruzione, la cui azione di governo segni una discontinuità rispetto alla passata gestione e ridisegni le linee guida tracciate dall’ uscente Maria Stella Gelmini.

In particolare, la Rete Nazionale degli Studenti Universitari chiede a Monti di inaugurare una nuova stagione politica, attraverso la quale vengano riconosciuti maggiori diritti agli studenti. La Rete insiste sulla valorizzazione della cultura e dell’Università pubblica, intesi come valori comuni della collettività, che garantiscano a tutti l’accesso all’istruzione e quindi la crescita morale e civile del paese.

Il segnale di discontinuità lo si dovrebbe esprimere, secondo la Run, promuovendo una politica universitaria incentrata sul diritto allo studio, sullo snellimento burocratico e soprattutto attraverso l’ erogazione di maggiore fondi alla ricerca e alle strutture universitarie.

Inoltre si dichiara pronta a rilanciare l’azione di protesta e a mantenere viva l’attenzione, per assicurare il rispetto di tali richieste. A tal proposito conferma la partecipazione alla manifestazione del 17 Novembre:”Per ottenere il riconoscimento di questi diritti – spiegano gli universitari della Retescenderemo di nuovo in piazza giovedì 17 novembre in occasione della mobilitazione globale per il diritto allo studio”.

Di discontinuità e cambio di passo parla anche Mimmo Pantaleo, segretario generale di Flc-Cgil, evidenziando che se “Le controriforme della Gelmini e i tagli epocali” hanno caratterizzato l’era Berlusconi, il governo Monti dovrà invece riconoscere il ruolo di “bene comune” al settore della conoscenza e rifuggire la logica delle privatizzazioni e dei tagli al diritto allo studio“.

Sul fronte dei ricercatori la Rete29aprile è sulla stessa scia e afferma, che occorre scegliere per l’incarico di ministro all’istruzione, una personalità attenta alle esigenze dell’università e in particolare dei ricercatori. Il nuovo ministro dovrà, secondo la Rete , impegnarsi a dialogare con le componenti del sistema universitario e dovrà compiere scelte condivise e attente alle esigenze di tutti, per evitare l’errore compiuto in passato di calare scelte dall’alto. Infine si chiede un cambio di rotta che punti alla valorizzazione del lavoro di ricerca.

La Rete29aprile si spinge oltre e arriva a lanciare una proposta, forse provocatoria, chiede cioè la nomina al dicastero di Via Trastevere di una ricercatrice o un ricercatore, “di ruolo” o meglio ancora precario.

Anche il sindacato dei lavoratori della conoscenza insiste sulla necessità di invertire la tendenza e traccia l’identikit del nuovo responsabile del ministero all’istruzione, che dovrà esser una personalità indipendente e autorevole che”garantisca il ripristino di regole condivise nel ricostruire un sistema qualitativamente avanzato di istruzione e formazione e il rinnovo dei contratti nazionali”.

Vincenzo Amone

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