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24 novembre 2011

Indagine shock del Cirvis: 7 studentesse su 10 vittime di molestie e violenze sessuali

Su 3.531 studentesse il 72% afferma di essere stata vittima, almeno una volta negli anni dell’Università, di molestie sessuali; il 34% è stata vittima di stalking; il 7,6 % ha subito violenza sessuale: sono questi i dati sconcertanti di prodotti da un progetto di ricerca del Cirvis, Centro interdipartimentale di ricerca sulla vittimologia e sulla sicurezza dell’Ateneo bolognese.

Tale progetto, nato nell’ambito del programma dell’Unione Europea “Prevention of and Fight Against Crime”, ha coinvolto cinque università europee ed è stata la prima ricerca mai realizzata sulle violenze di genere tra le studentesse iscritte nelle università in Italia, Germania, Inghilterra, Polonia e Spagna.

Il progetto di ricerca bolognese, “Gender based violence, stalking and fear of crime”, è iniziato nel 2008 e si concluderà alla fine del 2011. L’attività è stata svolta tramite dei questionari on-line e focus group a cui hanno partecipato complessivamente 21.516 studentesse europee, di queste solo il 10% ha risposto alle domande che riguardavano la violenza sessuale, con una percentuale di risposte affermative che varia dal 29% al 47%.

Per quanto riguarda l’Ateneo di Bologna emerge che la maggior parte degli episodi di molestia sono compiuti da sconosciuti, contrariamente, lo stalking e la violenza, sono perpetrati da persone con cui si ha un rapporto di familiarità. Quest’ultimo caso concerne un tipo di violenza in cui le vittime vengono colpite in ambienti a loro familiari e in cui il grado di allerta non è elevato, ed è appunto il fatto di conoscere l’aggressore che spesso inibisce la denuncia e costruisce un muro di silenzio su questi episodi.

Un altro importante dato che rivela questa ricerca è la reticenza con cui si parla di questo tipo di violenze: durante lo svolgimento del questionario, i soggetti interrogati si sono rifiutati di rispondere alle domande sulle molestie nel 24% dei casi, al 41% per lo stalking, al 39% per la violenza. Il silenzio che circonda la violenza di genere può fa supporre che in realtà i dati raccolti sottostimino di molto la somma degli episodi denunciati con quelli taciuti, causa di questa reticenza risiede anche nell’approccio che la società ha con questi episodi di violenza.

«Cultura dello stupro»: è il termine che molti studi di genere utilizzano per definire le società in cui le varie forme di violenza sessuale vengono normalizzate, giustificate e minimizzate. Una semplice battuta a sfondo sessuale o un complimento volgare appartengono anch’essi a questo paradigma che in una quadro più ampio può essere collegato a una generica cultura della violenza e ad una impostazione disparitaria tra i due generi. All’interno di questo paradigma si rendono meno efficaci gli sforzi per contrastare la violenza e i suoi sostegni sociali.

Quella presentata dal Cirvis è una ricerca nuova perché coinvolge le studentesse delle Università europee, ma che affronta un tema vecchio e i cui numeri rimangono invariati negli anni a discapito delle politiche sociali che vengono attuate. Anche secondo l’ultima indagine effettuata in Italia dall’ISTAT, nel 2004 sono quasi un milione le donne che affermano di aver subito una molestia sessuale nel corso della loro vita, ma solo il 7,4% dichiara di aver denunciato il fatto.

Intanto a Bologna, e in tutta l’Emilia Romagna, si preparano numerose iniziative in concomitanza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Seminari, convegni e attività culturali saranno affiancati da iniziative di ordine sanitario: all’Ausl di Modena partirà un progetto sperimentale mirato a curare gli uomini violenti. Dal 1996, “Casa delle donne per non subire violenza” di Bologna, promuove annualmente il “Festival della Violenza Illustrata” dedicata a questa giornata mondiale. Ormai centinaia di iniziative in tutta Italia vengono organizzate in occasione del 25 novembre per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme e sensibilizzare l’opinione pubblica affinché tale No alla violenza non rimanga confinato all’interno di queste iniziative.

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