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2 novembre 2011

L’Udito, l’uomo ed i progressi della tecnologia

La tecnologia come mezzo di guarigione.

L’uomo – in questo caso il medico – deve essere sempre in grado di saper riconoscere e fare propri gli aiuti che provengono dal mondo della tecnologia.

Essa è portatrice di progresso, perchè, soprattutto in campo sanitario permettere di venire incontro alle esigenze dei pazienti e di curare nei modi più efficaci possibili i loro malanni cronici o semplici acciacchi.

La medicina è un continuo “work in progress”. Il medico per questo è chiamato ad un continuo aggiornamento, che spesso si riflette anche sul modo di operare nelle scelte pratiche che sono proprie di questo settore.

Il corpo umano è una risorsa che è necessario salvaguardare con qualunque mezzo e da qualsiasi situazione di pericolo concreto o in divenire.

Nel mondo universitario si assiste con sempre maggiore frequenza a numerosi dibattiti che hanno ad oggetto il campo della medicina.

Conferenze o semplici colloqui effettuati da specialisti del settore che spesso, hanno come scopo quello di sensibilizzare la collettività universitaria e non solo, su problemi che possono riguardare l’essere umano senza alcun tipo di distinzione.

L’università in quanto “luogo del sapere” è sensibile a tali problematiche.

Proprio per questo, merita di essere segnalato un incontro che è previsto il prossimo 5 novembre all’Università degli studi di Salerno, dal titolo “L’Udito, l’Uomo ed i Progressi della Tecnologia”.

Un momento nel quale, verranno analizzati i problemi che possono sorgere, quando l’uomo è affetto da disturbi – anche precoci – dell’udito.

Disturbi che nei casi più gravi possono portare alla totale sordità. Un problema che dalle ultime stime rese pubbliche dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenziano cifre allarmanti:441 milioni di persone al mondo hanno una perdita d’udito uguale o maggiore di 25 dB nell’orecchio migliore e ben 278 milioni soffrono di sordità grave.

Problemi che risultano più gravi se, si tiene conto, che la vita media dell’uomo si è allungata.

A questa panoramica non troppo, – anzi per niente- esaltante , bisogna legare anche il fatto che ancora oggi esistono nel nostro Paese dei velati preconcetti – di matrice sociale – contro tutti coloro che utilizzano tutta una serie di supporti per attutire questo tipo di menomazione.

Il fenomeno però, assume i contorni della criticità, quando il discorso si sposta sui bambini.

Nemmeno in questa fascia d’età infatti, il rischio della sordità può dirsi scongiurato.

Un disagio che spesso policlinici universitari ed ospedali, cercano di ridurre al minimo, predisponendo programmi di screening neonatale per giungere ad una diagnosi entro i 6 mesi di vita per una protesizzazione precoce od un impianto cocleare. Purtroppo, e queste sono stime dell’OMS, il primo sospetto è mediamente intorno ai 19 mesi, la diagnosi a 26 e la protesizzazione a 32.

A parlare di questo e molto altro nella conferenza dell’ateneo campano, è prevista la presenza del prof Ettore Cassandro, Professore Ordinario di Audiologia e Foniatria, Responsabile, quale Docente di Otorinolaringoiatria ed Audiologia della Facoltà di Medicina presso l’ateneo della valle dell’Irno, di un programma di sviluppo diagnostico e terapeutico proprio nel campo della sordità, delle vertigini, degli acufeni, della protesizzazione acustica ed impianti cocleari presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

Marco Cristofaro

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