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26 novembre 2011

Nuovi accordi in vista sull’asse Alma Mater-Cina

La collaborazione tra Università di Bologna e Cina si arricchisce di un nuovo capitolo: proprio in questi giorni, infatti, una delegazione della Zhejiang University, composta dal presidente dell’ateneo Yang Wei e da altri tre rappresentanti, è stata ricevuta a Bologna da Roberto Grandi (presidente dell’Associazione Collegio di Cina), Carla Salvaterra (delegato alle Relazioni Internazionali) e dal professor Roberto Farnè (responsabile dell’accordo quadro di cooperazione stipulato già alcuni anni fa dalle due università).

Scopo dell’incontro il rafforzamento e l’estensione dell’accordo esistente tra i due istituti: in particolare, si punta a rendere la collaborazione ancora più stretta in ambiti disciplinari quali Scienze dell’Educazione e Design Industriale, nelle attività di ricerca, nell’organizzazione congiunta di convegni e conferenze e soprattutto nel tentativo di promuovere sempre di più la mobilità del personale accademico. Questi i punti fondamentali che dovrebbero fare da cornice al futuro accordo: per conoscerne tutte le condizioni in maniera più specifica, occorrerà ovviamente attendere che venga stipulato ufficialmente.

Come nel caso delle università cinesi le cui delegazioni hanno incontrato, nelle scorse settimane, i rappresentanti dell’Alma Mater, anche la collaborazione tra Bologna e Zhejiang non è una novità di questi giorni: l’accordo quadro attualmente in vigore tra i due atenei risale infatti a qualche anno fa (fu firmato ad Hangzhou per conto dell’Unibo proprio da Roberto Grandi), e nel novembre dello scorso anno c’era stato un incontro a Bologna tra rappresentanti dei due istituti al fine di estendere il medesimo accordo ad altre università della provincia dello Zhejiang. Tale accordo è incentrato, fondamentalmente, su quattro livelli: scambio di studenti, scambio di ricercatori e docenti, scambio di dottorandi e definizione di progetti di ricerca comune.

Dal momento che l’Alma Mater sembra muoversi nella direzione di un rafforzamento e di un ampliamento degli accordi già stipulati, si può facilmente dedurre che i risultati finora conseguiti siano stati soddisfacenti e che i vertici dell’Università di Bologna intravedano ulteriori margini di miglioramento. Sicuramente la Zhejiang University è un partner di tutto rispetto: si tratta infatti di una delle prime dieci università cinesi, in grado di offrire ai suoi studenti 52 corsi di laurea e 63 programmi post-laurea, all’avanguardia soprattutto nel settore dell’Ingegneria dei Trasporti. Le premesse per portare avanti una collaborazione di alto livello sembrano esserci tutte, per quanto riguarda i risultati staremo a vedere.

Andrea Mari

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