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13 novembre 2011

Programma Work and Travel USA: sogno o incubo?

Programma Work and Travel
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Programma Work and Travel USA

Il sogno di lavorare negli USA può diventare un terribile incubo: poca sicurezza e salari da miseria per gli studenti stranieri Work and Travel USA è un programma internazionale di scambio culturale che, dal 1969, permette a studenti provenienti da tutto il mondo di passare le vacanze estive negli Stati Uniti viaggiando e lavorando presso diverse aziende americane.

L’obiettivo culturale del programma è duplice: sin dall’inizio, il Dipartimento di Stato degli USA ha voluto favorire una migliore conoscenza della cultura e della società americana da parte di giovani studenti stranieri; allo stesso tempo, il programma doveva servire ad avvicinare i cittadini americani a culture diverse e geograficamente lontane.

Nel corso degli anni, il programma di scambio ha coinvolto sempre più aziende americane e ha favorito la nascita di agenzie specializzate nell’aiutare i giovani partecipanti ad organizzare il loro viaggio verso gli Stati Uniti e verso il luogo di lavoro.

La partecipazione al programma è riservata agli studenti universitari tra i 18 e 23 anni, con una buona conoscenza dell’inglese. Il lavoro offerto è generalmente poco qualificato e non richiede particolari specializzazioni: cassieri, camerieri e personale alberghiero sono le posizioni più ricercate e che permettono un facile inserimento lavorativo.

Di regola, quindi, il programma Work and Travel dovrebbe garantire agli studenti stranieri un’esperienza lavorativa finalizzata ad una maggiore conoscenza del modello americano: negli ultimi tempi, però, si sono registrati numerosi episodi negativi ed esperienze ben poco formative per i malcapitati studenti.

In particolare, come denunciano molte associazioni di lavoratori, il programma Work and Travel è diventato uno strumento per reclutare manodopera a basso costo, poco consapevole dei propri diritti e completamente assoggettata alle decisioni delle aziende.

Il caso più eclatante è quello di una fabbrica di cioccolato a Palmyra, Pennsylvania, dove più di duecento giovani sono stati impiegati per mesi alle linee di assemblaggio, in condizione di scarsa sicurezza e con una paga inferiore al salario minimo. Le proteste degli studenti hanno sollevato la questione all’attenzione nazionale ed hanno imposto dei seri provvedimenti da parte del Dipartimento di Stato americano.

Il governo degli USA, dunque, ha promesso di rivedere le convenzioni con le agenzie lavorative e le aziende coinvolte nel programma di scambio culturale: da parte loro, gli studenti sperano in un risarcimento per le terribili condizioni cui sono stati sottoposti.

Pasqualino Guidotti

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