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18 novembre 2011

Tutti i bolognesi del governo Monti

Nella prima serata del 16 novembre i nuovi ministri hanno giurato sulla Costituzione, mentre la conferma al governo Monti è arrivata nella sera del 17 con la votazione in Parlamento: ampia maggioranza d’altra parte attesa, votano contro solo i 25 senatori del gruppo leghista.

Tra le nomine di Mario Monti ci sono state tante sorprese, ma per Bologna soprattutto tante soddisfazioni: sono infatti quattro le personalità legate alla città (per nascita o “adozione”) che ora si trovano ai vertici del neonato governo.

Bolognese è infatti il Ministro senza portafoglio di Sport e Turismo, Piero Gnudi (73), nome uscito inaspettato dal cappello, ma che ha incontrato subito grande approvazione. Commercialista e manager, vanta nel suo curriculum la nomina a consigliere economico del Ministero dell’Industria (1995), la presidenza dell’Enel e ancor prima dell’Iri, ed è stato membro del direttivo di Confindustria. Grazie al suo comportamento oculato, riscosse il consenso sia di D’Alema sia di Berlusconi. Nota è la sua amicizia con Romano Prodi, con il quale condivide la grande passione per la bicicletta.

Gli altri tre ministri invece, pur non essendovi nati, fanno parte della storia della città per il loro contributo e la loro passione.

Anna Maria Cancellieri (68) ricopre il ruolo di Ministro dell’Interno, ma a Bologna è ricordata per il suo tempestivo intervento quando l’ex sindaco Flavio Delbono si dimise a causa del Cinzia-gate. Fu infatti a capo del commissariato prefettizio che diresse la città nel vuoto politico e amministrativo creatosi, riscontrando apprezzamenti nella maggior parte dei cittadini e dei politici, tanto che le venne chiesto di candidarsi a sindaco nelle elezioni seguenti, proposta che declinò con delicatezza: preferì impegnarsi come nuovo prefetto di Parma alla caduta dell’ex sindaco Pietro Vignali.
Il suo è un incarico d’eccezione: prima di lei solo un’altra donna, Rosa Russo Iervolino, era salita al Viminale (governo D’Alema 1998-99).

Il professor Riccardo Balduzzi (56) ha invece ricevuto la nomina a Ministro della Salute, incarico che arriva a coronare il suo grande e lodato impegno a Bologna per creare un ponte tra l’Ateneo e l’azienda policlinica Sant’Orsola-Malpighi: è infatti dal 2006 presidente del Comitato di Indirizzo del Policlinico e il Rettore Ivano Dionigi ricorda come il suo operato sia stato indispensabile per creare «nuove forme di integrazione tra ricerca, didattica e assistenza in campo medico». È inoltre direttore dell’Agenas (acronimo per Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari Regionali) e già nel 1996 fu collaboratore di Rosy Bindi quando era a capo del Ministero della Sanità.

Francesco Profumo (58), attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, fu docente dal 1995 al 1997 all’Alma Mater di Bologna, Facoltà di Ingegneria Elettronica e Meccanica, tenendo lezioni nel corso di Azionamenti elettrici. Proseguì poi la sua carriera a Torino, dove divenne dal 1° ottobre 2005 Rettore del Politecnico. Dal 13 agosto 2011 è Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Francesca Corno

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