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3 novembre 2011

Università di Parma: Convegno regionale di allergologia pediatrica

Convegno regionale di allergologia pediatrica “Il bambino allergico e la sua famiglia ci chiedono… l’alimentazione, la respirazione, la cura, lo stile di vita per star meglio”, organizzato da Università degli Studi di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Azienda USL di Parma e Centro Diagnostico Allergologico “Dalla Rosa Prati” di Parma, che si terrà venerdì 11 e sabato 12 novembre, presso lo Starhotels Du Parc di Parma.

Il convegno, presieduto dal Prof. Sergio Bernasconi dell’Università di Parma e della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, e dal Prof. Maurizio Vanelli, del Dipartimento dell’Età Evolutiva dell’Ateneo, vede il coordinamento scientifico del Prof. Carlo Caffarelli, del Dipartimento dell’Età Evolutiva dell’Ateneo, e del Prof. Giovanni Cavagni, del Centro Diagnostico Allergologico “Dalla Rosa Prati” di Parma.

DATI SULL’AUMENTO DELLE ALLERGIE E LORO PRINCIPALI CAUSE
Secondo i dati riferiti dal Libro Bianco della World Allergy Organization, appena presentato al congresso dell’American Academy of Allergy, Asthma and Immunology, nel mondo ci sono oltre 300 milioni di asmatici, 400 milioni di persone con rinite allergica, centinaia di milioni di allergici “vari” (i soggetti che hanno una reazione ad alimenti, tra intolleranti e veri allergici sono calcolati approssimativamente in mezzo miliardo).

La cosa più preoccupante è che vi è la tendenza a un incremento continuo delle allergie anche nel nostro Paese: soprattutto nei centri urbani negli ultimi 30 anni la frequenza di alcune forme di allergia, come l’asma, la rinite e la dermatite atopica, sono raddoppiate o triplicate. In Italia si prevede che entro il 2020 un bambino su due soffrirà di rinite allergica.

Il perché di tutto questo è legato allo stile di vita. Il nostro modo di vivere è molto cambiato, tanto che le allergie vengono oggi considerate il prezzo del miglioramento della qualità della vita degli ultimi decenni. Infatti è stato dimostrato come i bambini cresciuti in fattoria di campagna abbiano una probabilità di allergie molto inferiore rispetto ai bimbi di città: il motivo è tutto nel contatto con un gran numero di infezioni durante l’infanzia. Perché il sistema immunitario, impegnato a combattere contro i germi dell’ambiente, non si sottrae ai propri compiti e non punta la sua risposta contro sostanze innocue, come invece accade nell’allergico.

In Italia si è passati da un 10% della popolazione che nel 1950 soffriva di una manifestazione allergica alla frequenza attuale di oltre il 30%, comprensivo di bambini e ragazzi. Sembra che al momento del parto un ambiente eccessivamente igienizzato impedisca agli anticorpi del neonato, predisposto alle allergie, di trovare subito i germi contro cui sono deputati a combattere e come conseguenza rimangono “disorientati. Così tendono ad aggredire, come nuovi “nemici”, elementi innocui come i più comuni alimenti (latte e uovo), pollini, sostanze particolari che entrano in contatto con la pelle.

Da qui il boom di allergie caratteristico di tutti i paesi sviluppati, come l’Italia. Se a tutto questo si aggiunge la qualità dell’aria che respiriamo, peggiorata per colpa dello smog e anche per il fumo di sigaretta, ecco spiegato il maggior pericolo di asma e allergie: un sistema immunitario già “indebolito”, esposto continuamente all’aggressione di polveri e vapori con effetti proinfiammatori, rischia lo “sballo”.

Le allergie in crescita sono quelle respiratorie, seguite dalle allergie alimentari; i bambini intolleranti a latte, uova, nocciole e altri alimenti sono raddoppiati. Il riscaldamento globale aumenta la liberazione dei pollini allergizzanti e allunga la stagione degli starnuti: negli ultimi anni basta il primo sole per veder impollinare la parietaria e le graminacee, a volte già all’inizio di marzo.

In Italia, il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi, è provocata da allergie, il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. In Emilia Romagna l’allergia più frequente è quella al polline di graminacee, che colpisce oltre il 60% dei bambini allergici in età scolare con rinite, congiuntivite ed asma bronchiale soprattutto tra marzo e giugno.

OBIETTIVI DEL CONVEGNO
Il Convegno, quindi, prende spunto dal grave incremento delle malattie allergiche tanto da considerarle oggi una vera e propria una malattia sociale.
Durante l’evento i migliori specialisti dell’allergologia pediatrica italiana ed europea presenteranno e discuteranno con i partecipanti le novità del settore.

Particolare attenzione verrà dedicata all’inaffidabilità di test alternativi per identificare le allergie, di cui si fa oggi un largo uso improprio, e agli stili di vita non corretti, che inficiano la qualità di vita del bambino allergico.

ALLERGIA RESPIRATORIA
Nel corso dell’evento si discuterà delle problematiche legate all’allergia respiratoria, in particolare all’asma, per raggiungere l’obiettivo sia di controllare la malattia che diindividuare soluzioni pratiche adatte a favorire l’accesso e la permanenza dei bambini allergici e/o asmatici in luoghi sportivi, scolastici e di svago.

E’ necessario che in questi luoghi gli ambienti e il cibo siano adeguati alle esigenze dei piccoli e gli operatori scolastici e sportivi siano opportunamente informati e preparati sulle patologie allergiche e respiratorie. Inoltre verrà dedicato ampio spazio alle nuove terapie volte a desensibilizzare i “superallergici” sia respiratori, sia alimentari.

ALLERGIE ALIMENTARI
Il dibattito sarà ampio e complesso: si farà chiarezza sulle diagnosi delle allergie alimentari e sui problemi di definizione e approccio delle malattie allergiche della pelle, in particolare dermatite atopica e orticaria angioedema.
Inoltre si farà chiarezza sulle intolleranze alimentari che colpiscono il 10% dei bambini e che spesso vengono confuse con le allergie alimentari gravi che riguardano, invece, fortunatamente solo il 3-4%. Poiché le malattie ricorrenti dei bimbi vengono spesso confuse con allergie alimentari, è opportuno, prima di eliminare qualsiasi alimento dalla loro dieta, sottoporre i bambini che presentano problemi legati al cibo ad accertamenti clinici adeguati presso centri di riconosciuta specializzazione.

Senza un inquadramento clinico complessivo, infatti, si rischia di compromettere, scompensandolo, l’apporto nutrizionale necessario alla crescita.
A tutela di questi bambini è stata inserita all’interno del convegno una tavola rotonda sullegaranzie e criteri di sicurezza degli alimenti confezionati per il bambino allergico, nel corso della quale parteciperanno rappresentanti del Ministero della Salute, di EFSA nonché esponenti dell’industria alimentare.

NUOVE STRATEGIE DI PREVENZIONE E CURA
Essendo le allergie così diffuse, grande importanza sociale hanno le nuove strategie messe in campo per la loro prevenzione. Nel corso del convegno verranno quindi presentate le novità in questo settore, in particolare gli interventi che possono essere utili a prevenire la comparsa delle allergie.

La novità assoluta sta nel perfezionamento della diagnostica allergologica, che alla tradizionale diagnostica cutanea con prick test affianca la sofisticata indagine molecolare delle immunoglobuline E, che consente di individuare rapidamente difficiliallergie crociate e individuare il singolo allergene in causa rendendo sempre più specifica la terapia con vaccini antiallergici.
Anche la misurazione dei gas esalati con il respiro, come l’ossido nitrico, è un modo nuovo, facile, elegante e non invasivo di controllo dell’efficacia della cura del bambino che soffre di allergia respiratoria.

Venerdì 11 e sabato 12 novembre, presso lo Starhotels Du Parc di Parma, convegno: “Il bambino allergico e la sua famiglia ci chiedono… l’alimentazione, la respirazione, la cura, lo stile di vita per star meglio”

Giuseppe De Lauri

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