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10 dicembre 2011

Accordo tra Unibo e Taipei Medical University

Lo sguardo dell’Università di Bologna è rivolto con sempre maggior decisione verso l’Asia: di recente sono stati ridiscussi e rinnovati gli accordi di collaborazione con alcuni atenei cinesi, accordi che hanno dato buoni frutti e che si è deciso di rinforzare. Visti i risultati soddisfacenti già conseguiti, l’Unibo ha deciso di cercare altri partner asiatici, e sembra averne già trovato uno.

È notizia di questi giorni, infatti, che l’Alma Mater ed un’università di Taiwan, la Taipei Medical University, hanno siglato un accordo nel pomeriggio di martedì 6 dicembre, quando una delegazione dell’ateneo taiwanese, formata da tre esponenti (tra i quali il Rettore del College of Oral Medicine Keng-Liang Ou), è stata ricevuta in Rettorato dai rappresentanti dell’Unibo Dario Braga (prorettore per la Ricerca) e Carla Salvaterra (delegata del Rettore per le Relazioni internazionali), affiancati da diversi docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

La presenza di tali docenti non è casuale: infatti, se le collaborazioni decise in passato con le università cinesi riguardavano specifici corsi di laurea come quello in Automation Engineering o ambiti disciplinari come Scienze dell’Educazione e Design Industriale, stavolta il campo prescelto è quello medico, come del resto lasciava intuire il nome dell’università taiwanese. In particolare, l’accordo appena firmato riguarda il settore dell’odontoiatria: ad essere coinvolti sono infatti, oltre alla Facoltà di Medicina, il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e il Corso di laurea in Odontoiatria dell’Università di Bologna e, per la Taipei Medical University, il College of Oral Medicine.

Per ora non si conoscono i dettagli dell’accordo sottoscritto dalle due università, né si sa con precisione quando esso entrerà effettivamente in vigore: a grandi linee, tale accordo dovrebbe ricalcare quelli precedentemente stipulati dall’Alma Mater con le università cinesi, e dovrebbe quindi prevedere scambi di studenti, dottorandi, ricercatori e docenti, oltre all’impegno congiunto dei due atenei per la realizzazione di progetti di ricerca e di cooperazione internazionale ed interistituzionale. Questo è tutto quello che l’Unibo ha fatto sapere, per ora: per conoscere i termini specifici entro i quali si realizzerà la collaborazione Bologna-Taipei occorrerà attendere ancora un po’ di tempo.

Una cosa è sicura: all’Alma Mater è ormai radicata la convinzione che vada estesa sempre di più la partnership con le università asiatiche (cinesi ma non solo, come dimostra quest’ultimo accordo), e che tale collaborazione debba riguardare un numero di ambiti disciplinari sempre più vasto. Al momento non si ha notizia di ulteriori accordi con atenei cinesi o di altri Paesi asiatici, ma dal momento che l’Unibo sembra puntare decisa in questa direzione una simile eventualità appare tutt’altro che improbabile.

Andrea Mari

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