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12 dicembre 2011

Ca’ Foscari Cinema omaggia Chaplin

Ca’ Foscari Cinema rende omaggio al trentennale del Festival del Cinema Muto proiettando Il Circo, capolavoro di Chaplin del 1928, nell’ultima preziosa edizione curata da Mk2, il distributore europeo che si è aggiudicato i diritti mondiali di 17 pellicole del grande cineasta ceduti dall’archivio ufficiale della famiglia Chaplin. Dopo la proiezione speciale dello scorso ottobre durante le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, Il Circo sbarca anche a Venezia.

La proiezione del film è in programma lunedì 12 dicembre 2011, Aula Baratto ore 16.30, con la speciale introduzione di Carlo Montanaro.

Quella che retrospettivamente è la prima edizione delle Giornate del Cinema Muto, si tenne dal 9 all’11 settembre 1982, quando Cinemazero presentò presso l’Aula Magna del Centro Studi di Pordenone la collezione di film di Max Linder della Cineteca del Friuli. Per celebrare il trentennale dalla nascita di questo prestigioso festival, Ca’ Foscari Cinema con l’adesione di AIRSC, MK2, Charlie Chaplin Archive e la preziosa collaborazione di Carlo Montanaro, è lieta di presentare uno degli eventi della loro ultima edizione, “Il Circo” (THE CIRCUS, US 1928) di Charles Chaplin.

Il Circo (recensione da Il Morandini, Il dizionario dei film, Zanichelli): Disoccupato, inseguito da un poliziotto, Charlot trova rifugio e lavoro in un circo come clown (involontario) e s’innamora della cavallerizza. Pur nella ricchezza delle invenzioni comiche (Charlot sulla corda, assalito dalle scimmie; il baraccone degli specchi, ecc.), appare un riepilogo di motivi già sfruttati, ma approfondisce con tristezza struggente la dimensione sentimentale del suo personaggio di reietto. (“Un debole omino calpestato/ da Los Angeles a qui/ recita attraverso gli oceani…” V. Majakovskij.) Quando, però, il film che lo stesso autore non teneva tra i suoi più riusciti ritornò in circolazione negli anni ’60, in una nuova edizione musicata dallo stesso Chaplin, esso incantò un’altra generazione di spettatori. Non a caso Federico Fellini lo adorava.

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