• Google+
  • Commenta
31 dicembre 2011

Deluse le aspettative degli studenti di Giurisprudenza futuri avvocati e notai

L’abolizione di tariffe ed altre norme per ciascuna professione: in questo si sostanzia il pacchetto “liberalizzazione”, uno dei tre capitoli attualmente presente nel progetto di azione promosso dal Governo, insieme a quello dedicato alle infrastrutture e quello concernente le tematiche giustizia-economia.

L’operazione consisterà in un intervento sistematico e non slegato, rivolto a tutte le categorie quali taxi, farmacie, negozi e professioni; è incontestabile in ciò un collegamento con il mercato del lavoro.

In entrambi i settori si tratterà di una corsa verso “la crescita e l’equità”. Questa, infatti, è la finalità che Monti, nel corso della lunga ed importante conferenza stampa di fine anno, ha asserito essere propria di queste riforme ispirate alla comune matrice nordeuropea.

Il suddetto modello- proprio di stati membri dell’Unione europea come la Danimarca – si muove nella direzione di una maggiore flessibilità, mira a garantire una rete di protezione e non manca, peraltro, di rivolgere attenzione a coloro che versano in comprovate difficoltà economiche.

La rapidità- come ha evidenziato lo stesso Presidente del Consiglio- sembrerebbe requisito essenziale che integrerebbe la duplice tranche di misure inerenti, da una parte, le liberalizzazioni, dall’altra il mercato del lavoro, entrambe volte al miglioramento del futuro del paese.

Uno scopo, quest’ultimo, che si configura per certi versi come un’utopia anche perché all’azione avente ad oggetto i due rami in questione- di cui si occuperanno, rispettivamente, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Catricalà ed il ministro Fornero– è poco probabile segua un atteggiamento conciliatorio da parte delle categorie interessate.

Specialmente in relazione a quelle degli avvocati e dei notai sarà molto difficile raccogliere consensi in quanto le loro aspettative sono state deluse dalla mancata attuazione dell’art. 3 del decreto legge n. 138 del 13/8/11 così come prevedeva la relativa bozza predisposta.

Infatti, il DL dello scorso agosto avrebbe definitivamente aperto il mercato delle professioni mediante l”Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle attività economiche” se quanto pubblicato sulla gazzetta ufficiale sarebbe stato rispondente all’originario testo formulato.

Quest’ultimo, in particolare, conteneva la possibilità per tutti i professionisti di farsi pubblicità e di derogare alle tariffe minime in accordo con il cliente oltre alla riduzione del periodo di praticantato e, con riferimento all’avvocatura, menzionava la possibilità di una carriera alternativa per coloro che non avessero superato l’esame di stato da avvocato.

A parte la libertà della pubblicità informativa, molti dei provvedimenti non sono stati attuati in concreto come- ed è questo il punto che è stato fulcro dei principali dibattiti- l’abolizione del predetto ordine professionale e l’annullamento dell’obbligo di esame di Stato per tutte le professioni, mentre altre imposizioni non presenti in precedenza sono state aggiunte, come l’obbligo per qualunque professionista di effettuare percorsi di formazione continua.

Si discute se questa sia stata una scelta giusta: quello che è presumibile è che sia dettata da una mancata qualificazione degli avvocati quali parti del potere pubblico dell’amministrazione della giustizia; non manca chi auspica che il legislatore ordinario introduca una modifica della Costituzione volta a stabilire la predetta abolizione assente nel c.d. Decreto di ferragosto.

Da ultimo, nello svolgimento della questione affrontata, non può mancare un accenno alla sentenza della Corte di giustizia depositata il 25/5/2011 nelle cause C-47/08, C-50/08, C-51/08, C-53/08, C-54/08, C-61/08 C-52/08- a seguito della quale, in tema di notariato, è stato permesso il mantenimento in vigore di regole derogatorie rispetto a quelle valide per tutte le professioni purché non eludano il principio di proporzionalità ed alla condizione che non riducano la libertà in misura superiore al necessario- in quanto potrebbe generare conseguenze anche con riguardo alla professione di avvocato.

A conclusione, non è da escludere che tralasciare l’opzione di una singola trattazione delle categorie coinvolte- per l’evidente constatazione che prendere in considerazione una per volta siffatte attività non produrrebbe di certo l’effetto auspicato del rilancio del paese- e propendere per una loro trattazione unitaria, con la conseguente riunione dei guadagni in ogni singolo settore, potrebbe condurre ad una significativa trasformazione e dare luogo, per esempio, ad un incremento dei posti di lavoro così come ad una riduzione di prezzi.

Roberta Nardi

.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy