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22 dicembre 2011

Egitto: la rivoluzione dell’università Al-Azhar

  Ahmed Al Tayyeb, Imam e Capo dell’università, e Mahmoud Azab, responsabile del centro per il dialogo di Al-Azhar, si stanno impegnando per riunire gli Egiziani, divisi dagli scontri religiosi, e riportare la pace nel Paese attraverso progetti concreti, come la “dichiarazione di Al-Azhar” e “la casa della famiglia egiziana” che coinvolgono tutti i gruppi sociali e religiosi presenti in Egitto.L’Università Al-Azhar è, in Egitto, uno dei principali centri d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita. Ad oggi, oltre alle scienze religiose, si sono aggiunti altri corsi di studio, tra cui una Facoltà di Giurisprudenza dove si studiano discipline giuridiche legate alla Shari’a.

Il suo ruolo è stato fondamentale nel corso dell’ultimo anno che ha visto l’Egitto segnato dalla Rivoluzione, da scontri religiosi e da rivendicazioni per il potere. In questo scenario, essa è divenuta il luogo d’incontro tra le diverse religioni e si è fatta mediatrice per riportare la pace nel Paese, grazie al suo Rettore, l’Imam Ahmed Al Tayyeb, teologo e filosofo, laureato alla Sorbonne di Parigi.

Fin dal suo arrivo nel marzo 2010 come Capo dell’Università, nominato dall’ex Presidente Mubarak, l’Imam non ha mai smesso di sottolineare come gli anni di dittatura e di obbedienza al potere abbiano negativamente segnato l’istituzione, facendogli perdere la sua aura. Uno dei suoi più stretti consiglieri, Mahmoud Azab ha dichiarato che il principale obiettivo dell’Imam è che Al-Azhar ‹‹ritrovi il suo messaggio universale nel mondo ed il suo ruolo di rinnovamento e di modernizzazione del pensiero islamico, aprendosi a tutte le culture››.

Mahmoud Azab, che per molti anni è stato insegnante di arabo e islamistica all’Inalco (Institut National de Langues et Civilisations Orientales) di Parigi, è stato scelto dallo sceicco Al Tayyeb per guidare il centro per il dialogo dell’università. Azab deve discutere dei valori universali riconosciuti da tutti, come la giustizia, la libertà, l’amore, l’amicizia, la lotta alla povertà ed all’ignoranza, e favorire il dialogo tra le civiltà.

L’impegno dell’Imam e di Azab si è concretizzato nella “dichiarazione di Al-Azhar sul futuro dell’Egitto”, un accordo nato all’interno dell’università dal dialogo tra giovani rivoluzionari, salafiti, laici guidati dal miliardario copta Naguib Sawiras, scrittori, poeti, liberi pensatori, cristiani e musulmani, uomini e donne, giovani ed anziani: tutti insieme per richiedere una “dawla madaniyya”, Stato civile in arabo, fondato sulla libertà di voto, sul riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali anche per donne e bambini e sulla pluralità delle religioni.

La “dichiarazione di Al-Azhar” , che è stata pubblicata in Giugno 2011 e letta pubblicamente in televisione, sarà la base per redigere la nuova Costituzione. Alla cerimonia di presentazione di questo importante accordo erano presenti anche i candidati alla presidenza della Repubblica e i capi di partiti politici che hanno firmato la dichiarazione, tra cui i Fratelli Musulmani, i cristiani e persino i salafiti.

Un passo importante verso la pace a cui se ne aggiunge un altro: la “casa della famiglia egiziana”. È un’istituzione che racchiude i cristiani di 4 Chiese (copta-ortodossa, evangelica, anglicana e cattolica), i musulmani di Al-Azhar e alcuni specialisti in scienze umane di religione cristiana e musulmana, nata in risposta agli atti terroristici del 31 ottobre 2010 contro la Chiesa Notre Dame de Salut a Bagdad ed approvata dal Papa copto Shenouda. La “casa della famiglia egiziana” si interroga sui motivi alla base dei conflitti religiosi con l’intento di risolverli, cercando di trovare soluzioni durature. Per far ciò, si serve di un Consiglio composto da 30 membri e di commissioni che si occupano di importanti temi sociali come l’educazione, la famiglia e i media.

Attraverso questi progetti e il lavoro congiunto di Al Tayyeb e Azab, l’università Al-Azhar tenta di riunire gli egiziani che le faide religiose, gli scontri e gli attentati hanno diviso, affermandosi come luogo simbolo dell’impegno per riportare pace e tolleranza religiosa nel Paese. In questa situazione, come dichiarato da Azab, ‹‹la rivoluzione è una chance. Essa permetterà di radicare i valori del cambiamento nella nostra società››.

Giulio Oliani

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