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5 dicembre 2011

Facoltà di Medicina: previste altre 963 iscrizioni

Da mesi ormai nell’occhio del ciclone le facoltà di Medicina e Chirurgia di tutta Italia: prima il gap del numero chiuso, poi gli accessi limitati e “ingiusti”, più volte si è vociferato circa la possibile esistenza di test d’accesso “anomali”.

Problematiche di ogni sorta, genere e qualità, dunque, in quest’anno accademico, hanno continuato nei mesi ad accanirsi contro le professioni mediche (e infermieristiche), sugli aspiranti studenti di medicina che agognano a diventare dottori, ma soprattutto sulle facoltà di Medicina dello stivale, senza esclusione di colpi.

Tra le tante “brutte nuove” a cui siamo stati abituati in questi mesi, sembra però che oggi, ci sia finalmente qualcosa di positivo che bolle in pentola. Questo spiraglio sembra provenire dal Nord: dalla facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia.

Pare che dall’anno prossimo la facoltà in questione allargherà i suoi accessi, mettendo a disposizione altri diciannove posti per altrettante nuove matricole e aspiranti medici.

Si tratta per ora di una notizia “ufficiosa” ma sembrerebbe di solida fonte e che troverà concretizzazione tra qualche giorno grazie alla proposta del preside Stefano Giulini di siglare un accordo con il rettore, Sergio Pecorelli. Tale idea di allagare, seppur di poco, il numero degli iscritti sarà oggetto di discussione presso il Consiglio di Facoltà.

L’idea è stata ipotizzata grazie alla promulgazione del nuovo decreto firmato qualche giorno fa dal nuovo ministro Francesco Profumo coadiuvato dal Ministro alla Salute, Renato Balduzzi. Con questo nuovo decreto, oggi le università hanno la possibilità di incrementare per ciascuna facoltà fino al 10% il numero degli iscritti per quel che concerne i corsi di laurea in Medicina.

Quindi a conti fatti potrebbero essere inclusi nelle nuove iscrizioni per il prossimo anno accademico ben 963 ulteriori matricole (su tutta Italia).

Le università, però, dovranno tener conto delle posizioni di merito in graduatoria dei richiedenti e delle loro stesse opzioni scelte relative al corso di laurea.

Nello stesso decreto si evince la motivazione sottesa a questa scelta. Il numero delle immatricolazioni alle facoltà di medicina è “inferiore rispetto alle esigenze del fabbisogno professionale del medico chirurgo” (in riferimento alle rilevazioni per l’anno accademico in corso fatte dal Ministero).

Pasqualina Scalea

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