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8 dicembre 2011

I bolognesi al Cern: la rivoluzione dell’anti-materia

Al grande esperimento condotto al Cern di Ginevra sull’accelerazione dei neutrini, che potrebbe mettere in pericolo la validità della teoria della relatività di Albert Einstein, ha partecipato anche un team di fisici bolognesi appartenenti all’Infn (acronimo per Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e al Dipartimento di Fisica dell’Alma Mater.

Per eseguire il test è stato utilizzato il più grande e potente acceleratore di particelle al mondo, il Large Hadron Collider, con il quale è stato possibile osservare e studiare la formazione di anti-materia: Vincenzo Vagnoni e Angelo Carbone, i due studiosi di Fisica di Bologna, spiegano che proprio durante uno di questi esperimenti i quarks charm, particelle elementari della materia, hanno subito il mutamento in antiparticelle.
Il risultato è, oltre che sorprendente, anche ben augurante: da tempo i fisici di tutto il mondo si interrogano sulla composizione dell’Universo, che sembra presentare in proporzione molta più materia che anti-materia, violando vistosamente il principio di simmetria che regola il mondo subatomico.

Ieri il Prof. Angelo Carbone ha tenuto una breve conferenza proprio sugli esperimenti condotti al Cern, presso l’aula magna del Dipartimento di Fisica del’Alma Mater.

Francesca Corno

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