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9 dicembre 2011

Rivoluzione all’Alma Mater

Come già anticipato nei giorni scorsi, gli organi accademici dell’Alma Mater hanno approvato in via definitiva, con votazione doppia in Senato e Consiglio d’Amministrazione, il nuovo statuto, varato dal Rettore Dionigi, che ora tornerà a Roma per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale entro dicembre, divenendo operativo dopo 15 giorni.

Il voto del 7 dicembre ha confermato quanto visto durante le tornate precedenti, ovvero 36 voti favorevoli e uno contrario in Senato, in Cda 20 “si” e 6 contrari, da parte di: uno dei rappresentati dei ricercatori, Daniele Bigi, il rappresentante del Governo, Gianni Porzi, i quattro rappresentati del personale tecnico-amministrativo, Antonella Zago e Francesco Lopriore di Usb, Alessandra Maltoni e Mario Pontieri della Cgil.

Dionigi ha rilevato come nessun punto bocciato dal Ministero è stato modificato, poiché nessuno di questi “evidenzia illegittimità, sono solo osservazioni, perplessità”. Le uniche modifiche apportate riguardano la proroga concessa al direttore amministrativo per occupare la posizione di direttore generale e l’impossibilità per chi ha ricoperto cariche sindacali di essere eletto nel Cda. Entrambe le modifiche, però, chiarisce Dionigi, sono frutto di scelte personali e nulla hanno a che vedere con i dubbi espressi dal Ministero. Inoltre, per quanto riguarda la nomina del direttore generale, si tratta di una modifica solo formale, poiché lo stesso Rettore si è dichiarato pronto a proporre per questo ruolo lo stesso direttore amministrativo, Giuseppe Colpani. Una vera e propria presa di posizione da parte di Dionigi per rivendicare la piena paternità della riforma.

Il prossimo passo, quindi, oltre alla formazione delle 11 Scuole e i 33 Dipartimenti, che probabilmente avverrà a marzo, sarà l’insediamento dei nuovi organi accademici: prima il Senato (eletto), poi il Cda (nominato). I presidi di facoltà, inoltre, rimarranno in carica fino a marzo, per permettere la messa a punto dell’offerta formativa del prossimo anno, mentre i direttori dei nuovi dipartimenti saranno eletti entro fine gennaio.

Per Dionigi si apre una fase di riforma molto importante, “ora passiamo alla pagina due: l’attenzione alla ricerca e, soprattutto, agli studenti, al nostro ruolo formativo e sociale”, concludendo che, anche in seguito al voto favorevole, “non suono le campane a festa, sto sobriamente alle osservazioni del ministero ma se uno è onesto riconosce che qui ci sono due Statuti, perché il multi campus e la Romagna non li ha nessuno”.

Francesco Pandolfi

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