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3 dicembre 2011

Tasse universitarie: gli studenti di Pavia vengono risarciti

A seguito della sentenza di ricorso con il quale il Tar di Milano ha condannato l’Università di Pavia, gli studenti universitari della stessa sono stati risarciti di 1,7 milioni di euro per aver aumentato le tasse d’iscrizione oltre il limite imposto dalla legge. Ora altri atenei temono la stessa “fine”.

L’Udu (unione degli universitari), ha preso parte alla constatazione appellandosi all’ art.5 del d.P.R. n.306 del 1997, in cui riporta la dicitura che “la somma dei contributi richiesti agli studenti non debba superare il 20% del finanziamento pubblico erogato dallo Stato al singolo ateneo tramite il Fondo di Finanziamento Ordinario”. Questo nel 2008 è stato ridotto man mano, ma non ha portato a mutamenti sulle tasse in questione; anzi, visto il calo dei fondi, gli atenei hanno pensato di aumentarle del 20%.

Il fatto era già successo in passato. Già dal 2009 si parlava di ben 25 atenei che hanno proceduto alla stessa maniera: l’Università di Urbino in testa, chiedeva fino al 38%, a seguire gli atenei di Bergamo, Milano e Venezia. Bologna con il 25%, Padova, Napoli e Torino con il 24% e proprio l’università di Pavia con il 22%.
Fu messa in luce anche l’analisi dei contributi studenteschi, risaltando così il divario tra Nord e Sud. Un esempio: al Politecnico di Milano le tasse ammontavano circa a 1.660 euro a studente, mentre a Bari gli studenti pagavano soltanto 384 euro.

La situazione di Pavia si può considerare “salva” anche se la regola del 20% rimane comunque stretta e non compatibile con la forte diminuzione dei fondi. La sentenza ha favorito gli studenti e Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu, ha ricordato «un enorme argine verso l’innalzamento selvaggio delle tasse universitarie che sta diventando il peggiore ostacolo sociale per accedere al mondo accademico e rappresenta inoltre la risposta migliore a quanto scritto nella lettera di Berlusconi inviata all’Unione Europea, che ipotizzava un aumento selvaggio delle tasse per accedere all’Università».

Il rettore dell’università di Pavia, Angiolino Stella, ha motivato il tocco della percentuale «è evidente che nel rapporto tra contribuzione studentesca e Fondo di finanziamento ordinario, se diminuisce il denominatore, come avviene già da due anni, la percentuale aumenta. Inoltre, mentre l’importo della contribuzione studentesca viene stabilito all’inizio dell’anno, l’ammontare del Fondo di finanziamento ordinario è reso noto solo alla fine dell’anno. Ciò rende difficoltosa qualunque previsione». La stessa precisa inoltre di voler fare ricorso al Consiglio di Stato.

Quindi non resta altro che aspettare la nuova sentenza definitiva.

Gaia Corradino

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