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14 dicembre 2011

UDU insorge contro Er.Go

Insorgono le associazioni studentesche UdU Parma, UdU Forlì, UdU Ferrara, Unione Universitaria Modena e SDU Bologna, e denunciano “pesanti scorrettezze” commesse da parte dell’azienda regionale Er.Go, nell’amministrazione del diritto allo studio dell’Emilia Romagna.I rappresentanti Udu chiedono al presidente Vasco Errani “un’ azione forte e immediata per cancellare questo increscioso provvedimento”.

L’accusa mossa dall’UdU è quella di non aver utilizzato criteri di reddito e di merito, ma solo di provenienza, per l’assegnazione delle borse di studio.

Nell’anno accademico 2011/2012 sono risultati idonei 17.505 studenti – si apprende dal comunicato diffuso da Sinistra Universitaria – ma l’azienda regionale per il diritto allo studio riesce ad erogare solo 16.822 borse”.

Gli 863 studenti universitari risultati se pur idonei, non riceveranno alcuna borsa di studio. Secondo la graduatoria pubblicata sul sito di Er.Go, sono riconosciuti destinatari della sovvenzione, solo 40 ragazzi stranieri, e cioè il numero minimo garantito dal bando.

La prima volta che la Regione Emilia Romagna non si fa carico di tutti gli studenti idonei. Operando in tal senso l’azienda contravviene di fatto all’art. 34 della Costituzione, che impone alle istituzioni di intervenire “laddove i capaci e i meritevoli” non avessero i mezzi per studiare.

La nota di Er.Go sembra invece più orientata a promuovere un successo: “in Emilia Romagna si sono sempre garantiti sussidi a tutti, senza alcuna esclusione.”

Ebbene la scelta di Er.Go – continuano le associazioni studentesche- è caduta direttamente su tutti gli studenti extra-comunitari,matricole dei corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico. Una scelta politicamente e legalmente incomprensibile, che rischia di lasciare completamente privi di mezzi più di 800 ragazzi extracomunitari meritevoli aventi redditi tra i più bassi di tutti i richiedenti. Una scelta che odora di discriminazione. Perché Er.Go non ha utilizzato criteri di merito e di reddito nella scelta degli idonei ma ha differenziato gli studenti in base alla sola provenienza?”.

Se si considera poi il fatto che le graduatorie sono predefinitive – aggiungono dall’ Udu di Bologna – la situazione diventa ancora più incerta: ad oggi infatti un gran numero di studenti che necessita della borsa non sa ancora se l’anno prossimo potrà permettersi di sostenere le spese universitarie ed il costo della vita nella nostra regione”.

Ancora una volta la parola d’ordine è incertezza. Dubbi anche nell’Università, dove il precariato, almeno per gli studenti, non dovrebbe esserci ed “il welfare dovrebbe -e potrebbe- essere per tutti”.

Per le nostre associazioni – conclude la nota dell’Unione degli Universitari – la soluzione più semplice e immediata è senza dubbio portare la copertura delle borse dal 96,1 al 100%. Dai conti effettuati basterebbero meno di 3 milioni di euro (una briciola in confronto agli oltre 64 già stanziati) per concedere la borsa di studio a tutti gli aventi diritto

Emilio Pantuliano

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