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21 dicembre 2011

UniMc: L’Università di Macerata sempre più protagonista in Cina

Due recenti missioni hanno confermato la vivacità dei rapporti tra l’Università di Macerata e alcune delle più importanti istituzioni culturali cinesi.Una delegazione guidata dal rettore Luigi Lacchè e composta dai professori Uoldelul Chelati Dirar, direttore del Centro Rapporti Internazionali, Angelo Ventrone, direttore della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi, Maurizio Migliori, direttore del Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, e da Antonella Tiberi, direttore tecnico del Centro Rapporti Internazionali, ha incontrato a Pechino i massimi vertici della Beijing Normal University, ovvero la presidente del Consiglio Universitario Chuansheng Liu, il Presidente dell’Ateneo Zhong Binglin, la vice‑presidente Fanghua Hao.

“Dopo le visite di quest’anno a Macerata – commenta Lacchè – i colleghi cinesi hanno dato uno straordinario segno di ospitalità e di forte impegno nella collaborazione didattica e scientifica tra i due Atenei”. Come è noto la Normal University – una delle più importanti e prestigiose Università cinesi – è il partner con il quale l’Università di Macerata ha fondato l’Istituto Confucio inaugurato lo scorso ottobre. “L’Università della città di Matteo Ricci non può non svolgere questa “missione” naturale, contribuendo a rafforzare il ponte che lega l’Italia e la nostra regione alla Repubblica Popolare Cinese”, prosegue Lacchè.

La delegazione maceratese ha incontrato a Pechino molti colleghi della Normal University – in ambito filosofico, giuridico, economico, delle scienze della formazione – allo scopo di individuare e rafforzare tutte i possibili terreni di collaborazione. La visita a Pechino è stata inoltre l’occasione per incontrare i vertici dell’Hanban, ovvero il quartiere generale dei quasi 400 Istituti Confucio fondati nel mondo, tra cui quello maceratese. Il vice-direttore Wang Yongli ha sottolineato l’importanza dell’Istituto maceratese, anche alla luce dello storico rapporto con la città di Matteo Ricci.

Successivamente, al National Conference Centre di Pechino si è svolta la sesta conferenza internazionale degli Istituti Confucio, dove sono state indicate le prospettive per i prossimi cinque anni. Ufficiosamente è stato confermato che non saranno aperti altri istituti in Italia e che, quindi, quello di Macerata, che sarà anche sede di certificazione Hsk, è stato l’ultimo.

La delegazione di Unimc – composta dal direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin, dalla professoressa Barbara Pojaghi in rappresentanza del rettore e da Giorgio Pellin, come osservatore, in qualità di componente del consiglio direttivo dell’Istituto – ha presentato il progetto per l’avvio di classi curriculari di cinese gestite dall’Istituto Confucio nei licei di Tolentino, Recanati e Ancona.

Si sono aperte prospettive di collaborazione anche nel campo dell’insegnamento a distanza tramite supporti multimediali, che rappresenta uno dei punti di forza di Unimc.

“Per la prima volta – racconta Trentin – ci siamo potuti confrontare direttamente con gli altri Istituti Confucio. Il nostro Ateneo è stato citato all’interno di due sessioni di lavori. Il viceministro dell’educazione e direttore generale dell’Hanban Hao Ping ha affrontato la questione della crisi economica europea e ci ha rassicurato che continueranno a sostenere finanziariamente gli Istituti”.

Scambio di imprenditori e docenti con il Guangdong
I professori Ventrone e Chelati hanno anche visitato la University for Foreign Studies del Guangdong, con la quale è stato attivato un accordo che, negli ultimi due anni, ha permesso a otto studenti cinesi di frequentare l’Università di Macerata; il prossimo anno alcuni studenti di UniMc potranno recarsi a loro volta in Cina. Sono due gli ambiti dove questa collaborazione potrà essere approfondita.

Il primo è linguistico e coinvolge principalmente docenti e ricercatori, visto che l’Ateneo cinese ha un importante Dipartimento di italianistica, mentre quello maceratese ha ormai una consolidata esperienza nell’insegnamento e nello studio del cinese. L’altro ambito è rivolto a imprenditori e operatori commerciali dei due paesi, interessati a conoscere i reciproci distretti industriali. Il Guangdong, infatti, è una delle regioni cinese più industrializzate. Entrambi gli Atenei, infine, hanno attivato Summer e Winter School con corsi in inglese, che potrebbero quindi permettere soggiorni di studio prolungati per gli studenti delle due Università.

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