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14 dicembre 2011

Vasco, ora gli spari sopra sono per i batteri killer

Vasco Rossi e l’università, ci risiamo.

Il personaggio più amato, odiato e discusso della scena musicale italiana nell’ultimo trentennio torna a far parlare di sé a sei anni dalla laurea honoris causa in scienze della comunicazione, conferitagli dallo IULM di Milano nel maggio 2005 in riconoscimento all’inconfondibile stile espressivo, diretto e tagliente, che ha caratterizzato le sue produzioni sin dagli albori della sua personale “parabola rock”.

Stando ad una nota della fondazione Alma Mater, una cifra pari a 75mila euro sarebbe stata donata all’Università degli Studi di Bologna dal rocker originario di Zocca, il quale frequentò anni fa proprio nel capoluogo emiliano le facoltà di Economia e commercio e Pedagogia (entrambe poi abbandonate, quest’ultima a otto esami dal termine).

La somma è destinata al finanziamento triennale di uno studio sui Biofilm Microbici, batteri killer in grado di causare infezioni renali, della cornea e delle vie urinarie, nonché particolarmente resistenti all’azione di antibiotici e, come rilevato di recente, metalli pesanti.

Non è un caso che la donazione segua a breve distanza il periodo probabilmente più travagliato nella vita dell’ex ragazzo dalle “sensazioni forti”, se non altro sul piano della salute.

Già a fine estate, in seguito ad alcune visite dovute, almeno ufficialmente, ad un forte mal di schiena, i medici della clinica di Villalba obbligarono Rossi ad un ricovero di circa sessanta giorni, con il conseguente annullamento delle date autunnali relative all’ultima tournée negli stadi.

Da quel momento in poi, voci estremamente contrastanti iniziarono a rincorrersi sul suo reale stato di salute (c’era persino chi ipotizzava un tumore), di modo che la clinica fu inevitabilmente presa d’assalto da orde di fans in apprensione, malgrado le continue smentite dell’ufficio stampa e di Vasco stesso (tramite soprattutto gli ormai celebri “clippini”).

È proprio al successivo, esplicito chiarimento del rocker emiliano che la decisione di stanziare 75mila euro per l’Unibo è facilmente riconducibile: “La valvola del cuore si era riempita di bacilli, ho rischiato di fare l’operazione per sostituire la valvola, poi li abbiamo uccisi. È una malattia che si chiama endocardite, molti ci lasciano la pelle ma io ho un fisico tale.

La donazione è a nome di Vasco e Giovanni Carlo Rossi, in ricordo del padre del cantante scomparso prematuramente nel ’79 a causa di un attacco cardiaco.

Delle ricerche in questione si occuperà il laboratorio di Microbiologia Generale e Biotecnologie Microbiche, diretto da Davide Zannoni, presso il Dipartimento di Biologia evoluzionistica sperimentale.

I responsabili dell’ateneo bolognese non hanno mancato di salutare con grande entusiasmo l’iniziativa del cantante, auspicando un ulteriore proseguimento del sodalizio in futuro: “L’augurio è che questa donazione rappresenti l’inizio della collaborazione tra Vasco Rossi, uomo pubblico, e l’Alma Mater Studiorum.

Un commento del diretto interessato è invece apparso sulla sua frequentatissima pagina facebook: “Mio padre mi diceva sempre: “per mangiare e per le medicine …i soldi ci sono…” e non aggiungeva altro. Io sono lieto di poter oggi intitolare questa borsa di studio a: Vasco e Giovanni Carlo Rossi.

Va infine rimarcato come non si tratti della prima discesa in campo in prima persona di Vasco Rossi a favore della scienza: in occasione del referendum del 2005 in merito alla ricerca sulle cellule staminali, ad esempio, dichiarò apertamente di sentirsi in dovere di votare “quattro sì per una vita spericolata“, invitando i propri sostenitori a fare altrettanto.

Francesco Ienco

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