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13 gennaio 2012

Artrite idiopatica giovanile (AIG)

Uno studio compiuto all’Istituto Gaslini di Genova dalla d.ssa Maria Carla Bosco e dal dottor Luigi Varesio, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare, ha provato che la insufficienza di ossigeno è tra i moventi dell’infiammazione articolare, specialmente quella giovanile, in gergo artrite idiopatica giovanile. Lo studio, ha dimostrato che una proteina (trem-1) favorisce infiammazione.

E’ una malattia rara che colpisce circa 80-90 bambini su 100.000 ed è una delle ragioni principali di disabilità e deformità durante l’età pediatrica , dovute ad anomalie nella crescita e nello sviluppo dello scheletro.

Abitualmente indicata con la sigla AIG, Il termine “idiopatica” indica che si ignora la causa, “giovanile” perché il principio dei sintomi si verifica prima dei 16 anni di età.

è una malattia cronica rara contraddistinta da infiammazione durevole delle articolazioni i sintomi peculiari di infiammazione sono il dolore, il gonfiore e la difficoltà del movimento articolare.

Le artriti giovanili si contraddistinguono sia dal numero di articolazioni interessate dalla malattia all’inizio della malattia sia per la esistenza o meno di indici sistemici come la febbre, le manifestazioni cutanee il coinvolgimento di altri organi:

1) La forma sistemica

2) Il tipo oligoarticolare

3) La forma Poliarticolare FR-positiva

4) La forma poliarticolare FR-negativa

5) L’artrite associata ad entesite

6) L’artrite psoriasica

Non c’è alcun esame che denoti con certezza la diagnosi di AIG.
Ciò nonostante gli esami del sangue sono utili all’inizio della malattia per indirizzarci verso la diagnosi sia per seguire l’evolvere della stessa. Altri esami importanti sono l’analisi del liquido sinoviale, quello che si trova all’interno di alcune articolazioni, e le radiografie delle articolazioni colpite per capire se vi siano alterazioni dell’osso.

I ricercatori hanno assodato che alcune cellule all’interno delle articolazioni infiammate potrebbero divenire il bersaglio di una terapia finalizzata, in grado di osteggiare il processo infiammatorio. Terapia e prognosi sono affinate negli ultimi anni, ma restano ancora numerosi problemi da chiarire.

Selene Vicenzi

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