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4 gennaio 2012

Calabria: la polemica sul piano sanitario

Il recente Decreto del commissario alla sanità calabrese, Scopelliti, crea una situazione devastante per il comprensorio catanzarese cioè per la vasta area compresa tra Crotone e Vibo Valentia“.

Con queste parole, il consigliere regionale di progetto democratico, Vincenzo Antonio Ciconte, lancia un duro atto d’accusa nei confronti del governo regionale.

Al centro delle critiche di Ciconte, il modo di procedere da parte del governo regionale sulla questione del polo sanitario catanzarese, il “Pugliese”, che da tempo lavora in sinergia con L’Università “Magna Graecia”: “L’Università deve essere potenziata con un adeguato numero di posti letto – ha detto- ma tale potenziamento non può ricadere esclusivamente sull’ospedale più importante dell’area centrale della Calabria in quanto quei posti letto, salvo qualche eccezione, sono poco utilizzabili nell’ambito dell’emergenza e dell’urgenza“.

Il membro dell’assise regionale, ribadisce che la facoltà di Medicina deve rimanere patrimonio della Calabria e considera discutibile la scelta di decentrare il polo di Cardiologia a Reggio Calabria, mentre a suo dire rimane ancora irrisolto il problema della cooperazione e dell’integrazione dell’unità sanitaria locale con l’ateneo calabrese.

Una situazione aggravata dalla riduzione dei posti letto nei reparti di dermatologia, terapia intensiva e cardio-chirurgia. Si riducono anche i posti letto di Neurologia, di Malattie infettive, Nefrologia e Urologia e sarà quasi dimezzata Geriatria. Verranno ridimensionate anche le strutture di Rianimazione e Chirurgia d’Urgenza.

Il risultato è che l’Hub di Catanzaro verrà depotenziato e sparirà il settore della medicina d’urgenza, fiore all’occhiello della sanità catanzarese, punto di riferimento centrale per migliaia di calabresi.

Ciconte considera inaccettabile questa situazione e affonda il colpo affermando: “Tali decisioni sono state assunte in maniera autocratica senza tener conto dei professionisti sui quali, in ultima analisi, ricade il compito di far fronte a quella che si rivelerà una situazione di assoluta inagibilità del principale ospedale dell’area centrale della Calabria”.

Ancora una volta– ha continuato- sembra che un compromesso di vertice abbia prevalso sull’interesse di centinaia di migliaia di calabresi“.

Ha invitato quindi, il presidente Scopelliti a compiere un passo indietro e a riaprire un confronto con i rappresentanti politici del territorio e con gli operatori santiari finora clamorosamente esclusi non solo da ogni decisione, ma anche dai pareri di fattibilità.

L’intervento di Ciconte è solo l’ultimo in ordine di tempo.

Il piano sanitario, che sulla carta dovrebbe risanare la Sanità calabrese, è oggetto da tempo di aspre critiche poiché si sta traducendo in tagli dei servizi essenziali e prevede la chiusura di ospedali, in un territorio in cui si registrano già da tempo pesanti ritardi e disagi. Ciò che accade a Catanzaro insomma, è la riproposizione di quanto sta succedendo nell’intera Calabria.

Vincenzo Amone

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