• Google+
  • Commenta
26 gennaio 2012

E-Cat: rescisso il contratto tra Unibo e Rossi

Sembra destinata a non finire mai quella che, a questo punto, si può definire a buon diritto la “saga” dell’E-Cat, l’apparecchio inventato da Andrea Rossi che dovrebbe realizzare la cosiddetta fusione fredda e produrre quindi energia pulita a costi irrisori. In un comunicato diffuso ieri l’Università di Bologna ha annunciato di aver rescisso il contratto stipulato con l’EFA Srl, la società di Rossi, con il quale si impegnava ad eseguire, previo pagamento di una prima rata di 500.000 euro, test scientifici sull’E-Cat. Dal momento che la cifra pattuita non è stata versata entro la data stabilita, cioè il 15 gennaio, l’ateneo ha deciso di sciogliere l’accordo con Rossi.

Le porte dell’Alma Mater non si sono però chiuse definitivamente per Rossi e l’E-Cat: in un’intervista rilasciata a Radio Città del Capo Dario Braga, prorettore alla Ricerca dell’Università di Bologna, ha dichiarato che l’interesse scientifico per l’apparecchiatura resta inalterato e che la stipula di un nuovo contratto è sempre possibile, a patto che in futuro Rossi sia in grado di garantire il pagamento delle somme concordate.

Un’ulteriore apertura è poi arrivata dal Dipartimento di Fisica dell’Unibo, che ha di fatto dato la propria disponibilità ad eseguire gratuitamente dei test sull’E-Cat, dato l’indiscutibile interesse scientifico del catalizzatore inventato da Rossi. Una soluzione, quella prospettata dal direttore del dipartimento Paolo Capiluppi, senz’altro svantaggiosa dal punto di vista economico, ma che ha, rispetto all’accordo concluso in precedenza, un grande pregio: eseguendo i test gratis, infatti, senza che Rossi ci metta un euro di tasca propria, cadrebbero automaticamente le accuse di conflitto di interessi avanzate da più parti al momento della stipula del contratto rescisso qualche giorno fa. Dal punto di vista scientifico, insomma, un esperimento non finanziato dall’inventore dell’apparecchio da testare è senz’altro più credibile: non che vi siano dubbi sulla buona fede dei ricercatori del Dipartimento di Fisica, ma in un campo come la fisica sperimentale è bene non dare adito a sospetti di nessun tipo.

Al netto di qualsiasi opinione personale sull’E-Cat e sul suo inventore, è però difficile non riconoscere che questa battuta d’arresto porterà senz’altro nuova acqua al mulino di quanti considerano la scoperta di Rossi una bufala, come se per questo non bastassero già le molte ombre nel suo passato, la totale segretezza che da sempre avvolge l’E-Cat (per motivi legati al brevetto, dunque più che legittimi) e gli annunci a sorpresa, finora mai seguiti da fatti concreti, come quello di una possibile diretta di 24 ore in streaming per mostrare dal vivo il funzionamento dell’apparecchio.

Di fatto, allo stato attuale delle cose, niente si è mosso di un millimetro: non esiste ancora una seria verifica scientifica del funzionamento dell’E-Cat e coloro che seguono la vicenda sono ancora divisi tra sostenitori e detrattori quasi fossero due tifoserie rivali in uno stadio di calcio (pochi, invece, quelli che preferiscono aspettare di avere in mano prove certe per formulare un giudizio). Visto come sono andate le cose finora, aspettiamoci a breve un nuovo colpo di scena, sperando che i prossimi sviluppi della vicenda ci portino finalmente qualche dato concreto su cui ragionare.

Andrea Mari

Google+
© Riproduzione Riservata