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24 gennaio 2012

Fandango presenta il ritorno di That’s all folks!

Fandango

Tornano le dirette Fandango Web Radio dal Circolo degli Artisti. Sylvie Lewis, Valerio Mirabella e il loro Folk Radio Show.

Fandango

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Ogni Mercoledì dal main stage del Circolo degli Artisti. Nasce un paio d’anno fa come programma radiofonico targato Fandango. Radio sulla rete, racconti, improvvisazioni, interviste. E musica folk che scorre a fiumi. Oggi That’s all Folks! incontra il Circolo degli Artisti, e si propone come laboratorio di sperimentazione, confronto e crescita artistica e professionale. Le arti chiacchierano. E anche la radio ha la sua, da dire, sempre. Da far ascoltare. Si tratta di immergersi nell’atmosfera del radio show, conoscerne i protagonisti e gli strumenti, adocchiarne missaggi, trucchetti e quant’altro. Andare a guardare la radio.

Chi sono: Folksinger indipendente, lei. Due dischi all’attivo pubblicati con Cheap Lullaby Records (Joan As Police Woman, Teitur). British di nascita, ma italiana d’adozione, anche se al momento Mario Tronco e l’Orchestra di Piazza Vittorio se la scarrozzano un po’ in giro per l’Europa con il tour del loro -molto speciale- “Flauto Magico” mozartiano. Lui, siciliano, musicofilo, studioso di cultura afroamericana ed esploratore radiofonico.

That’s all Folks! ama la musica dal vivo ed ogni suo appuntamento si conclude con un live della Lewis, ma non solo. Non solo, perché al Circolo degli Artisti i generi e le creatività si vogliono incontrare e scompigliare, e così ci sarà spazio per interviste, sperimentazioni, storie, special guests, e, soprattutto, tanta tanta musica live. Musica folk. Sempre che sappiamo già cosa sia, la musica folk.

Perché anche il jazz, la world, o il rock ‘n roll….that’s all folk(s)! E perché “All music is folk music. I ain’t never heard a horse sing a song!..” Questo lo diceva Luis Armstrong e Sylvie Lewis & Valerio Mirabella lo sottoscrivono in pieno. Ogni mercoledì, alle 19.30, direttamente dal palco della main room del Circolo degli Artisti.

OSPITI DELLA PRIMA SERATA:

GIULIA VILLARI: Giovane cantautrice rock. Scoperta dai Marlene Kuntz nel 2005 e seconda voce nel singolo “Bellezza” tratto dal loro album “Bianco sporco”, Giulia ha suonato con la sua band in alcuni tra i migliori club in Italia e all’estero, attirando l’attenzione dei media e ricevendo a Novembre 2009 un riconoscimento speciale dal MEI Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza come miglior live per il suo concerto a “Generazione X” presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Il suo mini-album d’esordio, “River”, uscito a fine Novembre 2010, ha conquistato parte della critica specializzata che ne ha apprezzato “il canto autorevole e duttile, la solida scrittura tra rock e pop, il bel tocco alla chitarra, la forza d’animo” (Federico Guglielmi per Il Mucchio Selvaggio) e ne ha parlato come “un fiume in piena di idee, spunti, energia, emotività e talento” (Barbari Santi per Rumore) e come “un biglietto da visita di alto livello” i cui brani migliori si possono elevare “al rango della buona musica, quella curata nei dettagli e ricca di sfumature” (Nino Ciglio per Rockit)
“River” contiene sei tracce di cui cinque con la produzione artistica del batterista e produttore inglese Rob Ellis (noto soprattutto per la sua collaborazione storica con Pj Harvey) e una prodotta da Giulia ed arrangiata dal chitarrista Riccardo Corso.

BEBE DONGE: ”Una donna incantevole perfetta, insospettabile tenta di uccidere suo marito avvelenandolo: un omicidio premeditato, serbato nel silenzio dell’intimità famigliare””.
Questa è la trama di “La verità su Bébé Donge” uno dei romanzi di Georges Simenon, che il grande pubblico meglio conosce come l’autore che ha dato vita alla saga del commissario Maigret. “Quali sono stati i passi che hanno portato Bébé ad una simile decisione?””
È l’interesse e l’attrazione per questa dimensione psicologica ad aver spinto un collettivo di musicisti romani verso la realizzazione di un “concept album” ispirato alla storia firmata dalla penna di Simenon. Forti delle esperienze in gruppi quali Revhertz, RareTracce, Torpedo, Saguaros e Dog Byron, il sestetto sta attualmente realizzando un progetto ambizioso che mischia musica e reading letterario, lessico famigliare e sonorità rock’n’roll, canzone italiana anni ’60 e psichedelia.
Sta per iniziare la storia di Bébé Donge.
Bébé Donge deve molto a: – Fiammetta Jahier / voce, testi – Max Trani / voce, chitarra – Federico “JolkiPalki” Camici / organi, sintetizzatori, programmazione,
cori, testi – Alessio Magliocchetti / chitarre – Tommaso Calamita / basso e programmazione – Francesco Pradella / batteria

LAPINGRA: è un progetto di collaborazione ludico/sonoro nato nel 2007 da due giovani ragazzi molisani (Paolo Testa ed Angela Tomassone) che, avendo in comune la passione per la casa di Barbie, il dolce forno e le micromachines, decidono di rispolverare il vecchio baule rosso dei giocattoli d’infanzia e dar loro una seconda vita. O una seconda chance. Nonostante siano riconoscibili nel loro sound influenze che spaziano da Bjork alle Spice Girls, da Walt Disney ai Bauhaus, si avverte la volontà di un forte distacco da queste attraverso una personale ed originale visione della forma-canzone.
Il loro live set è caratterizzato dall’uso improprio della strumentazione e della forma-canzone nel creare architetture musicali imprevedibili. Dopo quasi due anni di home-recording ed una fitta agenda di concerti, ad ottobre esce il loro primo album “Salamastra”.

“…e gli abitanti del lago guardarono il magnifico pennuto alzarsi in volo e, additandolo, esclamarono “LAPINGRA! LAPINGRA!”

“Riverberi lontani Melodie proibite Nell’abisso dove La salamastra dimora e tace”

GALONI: “Greenwich” è il disco d’esordio del cantautore GALONI, cognome/nome d’arte di Emanuele Galoni, classe 1981. Undici tracce folk, undici storie interinali, undici scorci tra intimismo e consapevolezza sociale. Un album che mette al centro la condizione del precario, ma precario non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche nei sentimenti, nei rapporti col mondo che cambia. Prodotto atisticamente da Emanuele Colandrea (Eva Mon Amour) e pubblicato da 29Records, “Greenwich” sarà disponibile per Believe negli store digitali a partire dal 25 Marzo 2011.

FREI: Frei nasce nel ‘79 a Bagno di Romagna (FC).
Lavora come cantante e performer con Aidoru Associazione, per i progetti Carretti Musicali, Coro Corridore e TOPO (finalista premio LIA LAPINI 2011 per la drammaturgia contemporanea e vincitore premio OFFX3 2011 per la nuova drammaturgia).
Nel 2009 incide con GLI EX il disco “Canzoni nella penombra” (NDA, Interno 4 Records) e con loro è ospite del PREMIO TECNO 2009.
Il 7 novembre 2011 esce il suo primo disco solista: “Sulle tracce della volpe” prodotto e mixato da Loris Ceroni (Dolcenera, Anna Oxa, Sony Messico, Warner Messico, Emi Messico), master a cura di Mike Marsh del The Exchange Mastering Studios London (Bjork, Oasis, The depeche mode, Chemical Brother), musiche e testi di Frei e arrangiato da Dario Giovannini (Aidoru, John De Leo, Anna Oxa, Mariangela Gualtieri/Teatro Valdoca).

“Sulle tracce della volpe” è un disco di canzoni. Canzoni italiane che nascono da suggestioni quotidiane, frammenti emotivi di vita tradotti in visioni pop.
11 tracce intense e piene di vigore, essenziali, energiche e fresche che cantano di sensazioni che sono di tutti: il bello dei gesti comuni, della follia che fiorisce dentro noi, o di quando in terrazza tira un Vento Tropicale che se chiudi gli occhi ti trovi a Malibù. Frei scrive brani capaci di suggerirti un mondo da scoprire.
Parole semplici, nude, ma mai vezzose. Parole immediate e a volte graffianti per questo esordio. Il primo disco di Frei è scritto nell’impellenza, è appassionato e viscerale.

Blow up, Piergiorgio Pardo (novembre 2011) “Un disco di canzoni strappate agli occhi. Sentito, atmosferico, multiforme nella misura in cui sa toccare anche le corde del gioco e dell’ironia. Inoltre elegantissimo. C’è charme da vendere nella stesura delle canzoni…”

Rockerilla, Daniele Coluzzi (novembre 2011) “Un album d’esordio emozionante e sinuoso, che rivela la sua spiccata personalità già dalle prime note; proprio come una volpe, che in un solo attimo riesce a comunicare tutta la sua sfuggente bellezza. Non succede spesso con un disco d’esordio”

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