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8 gennaio 2012

I docenti dell’Università Ca’ Foscari sottoposti a un esame

All’Università Ca’ Foscari i docenti non possono dire di avere vita facile. Il motivo risiede nel fatto che non sono gli unici, fra i protagonisti del mondo universitario, a godere della possibilità di giudicare gli altri. Nel prestigioso Ateneo veneziano, infatti, gli studenti possono dare un voto ai propri professori.

A rendere ancora più temibile, per i docenti, il giudizio degli studenti, ci pensano la rete e le sanzioni. Il “libretto” dei professori, infatti, sarà pubblicato su internet, e qualora la i dati relativi al docente non dovessero soddisfare i criteri dell’Università, questo potrebbe essere punito dal Senato accademico.

L’iniziativa intrapresa dai vertici dell’Ateneo veneto rientra in una più ampia campagna di modernizzazione dell’Università, che mira a sfruttare le potenzialità degli strumenti elettronici e informatici per rendere più agevole la carriera universitaria di chi la frequenta. Una campagna che non può che incidere sulla trasparenza dell’Ateneo.

Sulla pagina web della sezione “Trasparenza, Valutazione e Merito” del sito dell’Università non appariranno solamente i voti espressi dagli studenti in relazione alla qualità dei corsi tenuti dal professore(sarà possibile consultare la media dei voti).

Ogni docente della Ca’ Foscari sarà tenuto a presentare una relazione triennale, nella quale dovrà riportare le proprie attività didattiche e di ricerca, i propri progetti e le proprie pubblicazioni.

Questo report verrà poi catalogato attraverso un software realizzato dal consorzio interuniversitario Cineca. Il programma permetterà di confrontare facilmente le attività dei docenti e verificare se la loro carriera rispetta i criteri qualitativi e quantitativi stabiliti dai vertici dell’Ateneo.

Questa iniziativa potrebbe portare a un incremento della qualità della didattica offerta dall’Università Ca’ Foscari, in quanto l’esame attento dei vertici d’Ateneo potrebbe portare i docenti a impegnarsi maggiormente nel proprio lavoro. Proprio per questo sarebbe auspicabile che l’idea venisse copiata da altre università.

Alessio Testa

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