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11 gennaio 2012

La Cina investe nelle università americane

Il governo cinese investirà nei prossimi anni nella costruzione di nuovi campus e centri di ricerca in accordo con le più grandi università americane.Già dallo scorso anno la Cina ha deciso di aprire le porte alle più grandi università del mondo, dimostrando di credere fortemente che la collaborazione e l’impegno congiunto tra grandi potenze possano favorire maggiormente l’istruzione. Per questo, all’inizio di marzo 2011, il Primo Ministro cinese Wen Jiabao ha invitato le università internazionali ad aprire campus in Cina.

Proprio nello stesso mese la New York University ha annunciato l’apertura nel 2013 di una nuova sede a Shanghai, la NYU Shangai, con il riconoscimento del Ministero cinese della Pubblica Istruzione. Il nuovo campus ospiterà oltre 3000 studenti provenienti da tutto il mondo per cui le lezioni si terranno in lingua inglese, anche se più della metà saranno cinesi. I vari corsi previsti, il cui accesso sarà regolato da rigide selezioni, tratteranno di economia e scienze sociali, di matematica, di scienze biologiche, di filosofia, di storia dell’arte, di cinema e spettacolo e di diritto. Ad essi verranno alternati numerosi laboratori di ricerca ed eventi, tra cui dibattiti e conferenze.

Il progetto verrà finanziato dal governo cinese, dai contributi studenteschi e da numerose donazioni. I partner cinesi della NYU sono la Shanghai Municipal Education Commission e l’East China Normal University, che forniranno indicazioni sulle metodologie d’istruzione all’interno dello Stato asiatico, anche se le modalità di selezione degli studenti , i curricula dei docenti ed i programmi dei corsi resteranno di competenza della NYU.

In novembre 2011, la University of California – Berkeley ha firmato un accordo con la città di Shangai che prevede l’istituzione di un nuovo centro di ricerca e d’insegnamento in Ingegneria da inaugurare in luglio 2012 nella città cinese. Il centro è solamente la piccola parte di un più ampio progetto con cui si intende rafforzare la presenza dell’università americana in Cina e verrà finanziato in gran parte dal governo cinese e da importanti industrie. Al momento non è previsto l’avviamento di corsi di laurea al suo interno ed infatti il centro servirà per studenti laureati e ricercatori selezionati direttamente dall’università americana, per approfondire studi o avviare nuove attività di ricerca.

È invece del dicembre 2011 la notizia che il Ministero cinese della Pubblica Istruzione ha approvato l’istituzione della nuova Wenzhou-Kean University, la seconda università gestita congiuntamente da Cina e Stati Uniti dopo la NYU Shangai. La W-KU sorgerà nel paese di Li’ao, vicino a Wenzhou, nella provincia di Zhejiang, e per la sua costruzione è prevista una spesa di 1,5 miliardi di yuan (circa 236 milioni di $), finanziati dal governo cinese. Il progetto doveva essere inaugurato già nel 2007, ma solamente nel dicembre dello scorso anno il Ministero ha dato la sua approvazione. Pertanto il W-KU diventerà operativo nel 2013 ed arriverà ad ospitare più di 5000 studenti. Al suo interno, in base agli accordi tra Kean e Wenzhou, verranno istituiti corsi di finanza, contabilità, affari internazionali, inglese e tecnologia dell’informazione, tenuti in lingua inglese da professori provenienti in maggior parte dalla Kean University, che ha sede nel New Jersey, e da altre università internazionali.

Anche la Stanford University non è rimasta a guardare ed ha già annunciato che nei primi mesi del 2012 verrà aperto presso l’Università di Pechino il Stanford Center at Peking University (SCPKU), un centro che servirà da quartier generale per gli studenti di Stanford e per le facoltà che vogliono effettuare ricerche in città. La School of Medicine’s Asian Liver Center, il Bing Overseas Studies Program ed il Center for Sustainable Development and Global Competitiveness sono alcuni dei dipartimenti che ospiterà il nuovo centro, interamente finanziato dalle donazioni a favore della Stanford International Initiative, un ente dell’università nato con l’intento di promuovere la pace ed il benessere nel mondo ed il miglioramento della governance nazionale ed internazionale attraverso progetti mirati.

A quasi un anno di distanza, si può affermare con certezza che l’appello del Primo Ministro cinese non è rimasto inascoltato, almeno dai grandi atenei americani.

Giulio Oliani

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