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21 gennaio 2012

La Sapienza e “la Rete delle cose”

È stato siglato un importante accordo di natura tecnologica tra il Cattid dell’Università “La Sapienza” di Roma e “l’Ubiquitous Networking Laboratory” dell’Università di Tokyo, destinato alla realizzazione di un arguto e minuzioso progetto di creazione di software e sensori informatici in grado di dialogare tra loro e con gli esseri umani: si tratta dell’Internet of Things.

L’incipit di quest’entusiasmante iniziativa risiede nella volontà di promulgare sviluppo, consumazione ed uso di tecnologie IoT (o Rete delle cose) nel campo della comunicazione, luogo in cui l’innovazione non può permettersi di lasciare il passo al tempo che avanza.

Tali tecnologie vengono identificate nelle RFID (Radio Frequency Identification) e in tutto quel che concerne la programmazione intelligente e strumenti di comunicazione e localizzazione a breve raggio, quali wireless e sensori di rete.

L’interazione uomo-macchina si consolida sempre più e l’elemento Rete risulta esser ancor più decisivo; la tecnologia IoT si sta diffondendo a macchia d’olio e si configura verso un utilizzo commerciale, tant’è che lo sviluppo appare decisamente orientato al singolo individuo, con uno scenario proiettato verso una stretta interconnessione tra il mondo fisico e il ciberspazio, prescindendo da qualsivoglia interesse per aziende e ricercatori.

Sarà ad esempio possibile interagire con il proprio frigorifero che, grazie a particolari sensori, sarà in grado di stabilire quale alimento sta per terminare e quale risulta essere il preferito, in modo da creare periodicamente una lista della spesa virtuale senza più bisogno di carta e penna! Geniale nel periodo di intenso studio pre-esami no? Quando a volte ci si dimentica anche di togliersi il pigiama, figuriamoci star a pensare cosa occorre comperare.

Il celebre laboratorio giapponese, diretto da Ken Sakamura, è ritenuto l’indiscusso protagonista di questo affascinante mondo e grazie alla collaborazione con la nostra prima Università di Roma potremo toccar finalmente con mano qualcosa che, fino ad ora, poteva apparire come fantascientifico; invece , è il futuro alle porte e ci attende con un potenziale sociale ed economico che non ha eguali.

Alessandro Gabrielli

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