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27 gennaio 2012

La tragedia della Shoah: conoscere per ricordare

Nutrire la memoria collettiva con i ricordi che hanno segnato la storia dell’umanità, rappresenta per tutti un sacrificio doveroso e imprescindibile: il 27 gennaio 2012, nel giorno del sessantasettesimo

anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, si rammenta l’atroce esperienza della Shoah, per illuminare le coscienze delle nuove generazioni attraverso le incredibili storie di un passato non troppo lontano.
Curata dal comitato scientifico de “Il Giardino dei Giusti nel Mondo”, del Settore Gabinetto del Sindaco, Comunicazioni e Relazioni Esterne, la mostra in memoria della Shoah è suddivisa in tre sezioni: nella prima si potranno osservare le immagini al confine tra presente e passato, curate da Giovanni Trevisan,

che mostrano l’aberrazione dei campi di concentramento e di sterminio nazisti, con particolare attenzione nei riguardi della comunità ebraica padovana; nella seconda il pubblico potrà avvalersi di un’ulteriore supporto,

quello video, che permetterà la visione di preziosi filmati d’epoca, mentre nella terza sezione, grazie allo straordinario lavoro di Mariarosa Davi dell’Istituto Veneto per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea dell’Università di Padova, verrà esposta una corposa raccolta di documenti originali.

Come dei preziosi pezzi di un puzzle, le immagini e i documenti presentati nella mostra, aiuteranno la coscienza del visitatore ad entrare in contatto diretto con il trascorso destino di migliaia di donne, uomini e bambini deviato inesorabilmente dalla violenta mano dell’odio razziale.

Il comitato scientifico de “il Giardino dei Giusti nel Mondo”, nato nel 2008 come luogo simbolo che racchiude il duplice significato di sacrificio e rinascita dell’umana coscienza, coinvolge il pubblico in un contesto volto a decifrare l’esperienza del genocidio, attraverso le voci inascoltate di tutti coloro che hanno vissuto sulla propria pelle il gesto insensato e disumano di una metastatica dittatura.

Ascoltare, ricordare e lottare in nome del diritto imprescindibile di uguaglianza e dignità per tutti gli uomini, questo il prezioso bagaglio morale che si offre all’umanità, chiedendo in cambio il reciproco rispetto dell’amore per la vita.

“Se capire è impossibile, conoscere è necessario”, con queste parole Primo Levi, lo scrittore torinese che con le sue testimonianze ha contribuito a descrivere la barbarie nazista, lancia un appello indelebile che coinvolge l’intero consorzio umano: in un tempo di profonda crisi economica e sociale come quello attuale,

ricordare la tragedia della Shoah non significa solo intraprendere un contatto epidermico con l’universo infinito delle possibilità ma anche conoscere e debellare le cause dell’odio ingiustificato.

L’ impegno costante che si richiede nel fare in modo che ciò che è stato non accada di nuovo, implica la costruzione di una nuova e solida visione dell’esistenza comunitaria, in grado di contrastare interessi circoscritti e impenetrabili oligarchie, quali mali endemici che da sempre minano la sorte di una coesistenza pacifica.

Con lo scopo di offrire a tutti la possibilità di visitare la mostra, che avrà luogo presso le Scuderie di palazzo Moroni in via VIII febbraio, l’ingresso sarà gratuito a partire dal 27 gennaio fino all’11 marzo 2012, tutti i giorni, eccetto i lunedì non festivi, dalle ore 9:00alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30.


Silvia Pellegrino

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