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26 gennaio 2012

L’Unibo salva l’unica piscina olimpionica in città

Quella dello Sterlino è sicuramente una storia strana, che rischiava di andare a fondo. La piscina olimpionica, l’unica della città, è stata messa all’asta nel 2010 dal Coni. Un’asta andata deserta: troppo alto il prezzo, 3.300.000 €.

La chiusura del prestigioso complesso, dove si sono allenati campioni internazionali come Mirco Di Tora, Paolo Facchinelli, Arianna Barbieri, Ilaria Bianchi, Martina Grimaldi e Marco Orsi, sembrava imminente.

Solo la pressione della città e dei lavoratori interni alla piscina, pronti ad un presidio, le istituzioni hanno scongiurato la chiusura e hanno ottenuto una proroga.

Sono stati mesi di attesa e di dubbi, con trattative serrate che si sono conclusi felicemente con un accordo al fotofinish tra l’Alma Mater ed il Coni. Il CUSB di Bologna ha ottenuto dall’università un finanziamento transitorio per poter rilevare l’impianto, al fine di “garantire e tutelare una struttura importante sia per la comunità universitaria che cittadina”, come attesta il comunicato dell’Alma Mater.

Il primo a dare notizia dell’accordo è l’assessore allo sport Luca Rizzo Nervo, che sul suo profilo facebook annuncia entusiasta: “Ce l’ha fatta il Cusb, ma ce l’ha fatta tutta la città. I tanti che in questi mesi hanno sostenuto il salvataggio della piscina, a partire dagli attuali gestori, dagli allenatori e dai nuotatori ai lavoratori dello Sterlino che hanno “tenuto botta” in questi mesi difficili”.

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco Virginio Merola, che attesta il merito dell’Alma Mater e del rettore Ivano Dionigi nel successo dell’operazione. Il comune sosterrà la fase 2 dell’impresa, finanziando 480.000€ annui per i prossimi 12 anni.

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