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26 gennaio 2012

Roma, Lettera al Ministro Profumo

”Risposte certe e un cambio di rotta rispetto alla Gelmini”.
E’ quanto chiesto dagli studenti dell’ateno di Roma Tre con una lettera al neo ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

La lettera, che evidentemente manifesta il malcontento e la preoccupazione per la situazione universitaria italiana, è stata consegnata da una delegazione di studenti del Sindacato Universitario di Roma Tre ”Ricomincio Dagli Studenti”, a margine dell’inaugurazione del XX anno accademico dell’Ateneo, che si e’ tenuta questa mattina alla facolta’ di Lettere.

Il ministro ha letto alcuni passi della missiva e ha dettoai ragazzi: ”Questi sono temi su cui possiamo ragionare insieme”.
Gli studenti lo hanno ringraziato per la disponibilita’ ”nell’ascoltare le nostro istanze, cosa che non e’ avvenuta negli anni passati da chi l’ha preceduta…”. Ma io, ha concluso il ministro, ”ho fatto il rettore per tutta la vita…”.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Alla cortese attenzione
del Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Francesco Profumo

Siamo studenti e studentesse dell’ateneo di Roma Tre. Anche noi, come molti altri giovani, viviamo il disagio di una generazione in preda alle incertezze sul proprio futuro. Siamo studenti allarmati dalle politiche sull’università intraprese negli ultimi anni, abbiamo lottato contro l’aziendalizzazione dell’Università Pubblica e contro i tagli che la smantellano, per garantirci un domani all’altezza dei nostri sogni.
Avevamo sperato in un cambiamento di rotta, ma siamo delusi dal non aver avuto segnali chiari in questo senso da parte del governo di cui Lei fa parte.
Pertanto riteniamo doveroso, nell’ottica di una forma di protesta costruttiva, evitare critiche strumentali e fare delle proposte concrete, basate sulle criticità più evidenti del sistema universitario.
1. Un’Università che non è adeguatamente finanziata non è in grado di soddisfare le esigenze di una didattica di qualità, che punti alla ricerca e all’innovazione, nodi cruciali per il rilancio economico e sociale di questo paese.
2. Chiediamo quindi il reintegro totale dei tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario operati dal precedente Governo.
3. Il diritto allo studio è sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Appare sempre più evidente che gli enti regionali per il diritto allo studio non siano in grado di garantire un libero accesso all’università per tutte le categorie sociali: le risorse al riguardo, già insufficienti negli scorsi anni, sono ulteriormente inadeguate alla luce dei tagli e della recessione economica. I prestiti d’onore non sono a nostro parere uno strumento adeguato a garantire tale diritto per tutti. Riteniamo inoltre incostituzionale l’elevatissimo numero di borsisti idonei non vincitori di borse di studio. Oggi la priorità del governo deve proprio essere quella di risolvere la grave situazione delle migliaia di studenti che vedono negato un contributo che spetta loro di diritto. Le chiediamo di intervenire subito per scongiurare questa gravissima intemperanza che minaccia il futuro e la formazione di troppi giovani in Italia, affinché non siano ancora i più disagiati a pagare per tutti.
4. Si studi una seria politica di reintegro e aumento dei fondi destinati a borse di studio, mobilità studentesca ed edilizia universitaria, cercando di costruire un vero e welfare studentesco.
5. In questi anni il mondo accademico è stato scosso dagli effetti nefasti della cosiddetta Riforma Gelmini. Siamo rimasti insoddisfatti dal non avere al riguardo una posizione chiara da parte Sua e del Governo. Per mettere in campo una riforma dell’università efficace è necessario, oltre alle adeguate risorse economiche, avviare un dialogo reale con studenti e ricercatori.
6. Il titolo di studio è il biglietto da visita di ogni studente, costituisce la base fondamentale sulla quale costruire l’ingresso nel mondo del lavoro e nella società; chiaramente per noi desta enorme preoccupazione la proposta di abolirne il valore legale. Si prospetterebbe uno scenario allarmante poiché, con l’assenza di un criterio valido, si istituirebbero delle differenze sostanziali in base al prestigio dei singoli atenei creando così di fatto atenei di serie A e serie B.
7. Ci stupisce e ci preoccupa la volontà del governo di affrontare proprio adesso e con tanta fretta una decisione così critica e di non aver avuto al riguardo risposte evidenti da parte Sua.
8. Le chiediamo dunque di concretizzare le sue dichiarazioni positive volte ad un confronto costruttivo ed aperto con gli studenti, chiarendo quindi quale sia la posizione del M.I.U.R. a riguardo e di scongiurare il rischio di questo provvedimento.
Confidiamo che Lei presti attenzione alla nostra voce e a quella di milioni di studenti italiani.
In attesa di una sua risposta, cordiali saluti

Ricomincio dagli Studenti
Sindacato Universitario di Roma Tre

Giuseppe Fasanella

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