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23 gennaio 2012

Unito, chiudono le aule dell’ospedale Molinette

Tbc a Torino, nuovo capitolo della tregenda.

L’Unito ha deciso repentinamente per la chiusura delle aule storiche di Medicina appartenenti all’azienda ospedaliera universitaria Molinette.

Motivi ufficiali? La non idoneità delle strutture per le necessarie attività di ricerca e didattica. Giustificazioni che non convincono del tutto.

Nell’ambiente, infatti, iniziano inevitabilmente a serpeggiare i primi sospetti riguardo un collegamento con l’inchiesta in corso sulla Tubercolosi, che vede indagati Rossana Cavallo, presidente del corso di laurea, ed il preside Ezio Ghigo, accusati di aver “potenzialmente messo in pericolo la sicurezza di molte persone.”

Appena pochi giorni fa, il pm Guariniello si era detto preoccupato dal dossier che portava alla luce 201 casi di contagio nella provincia di Torino, vedendo coinvolti, tra gli altri, alcuni universitari iscritti proprio a Medicina.

Le prime avvisaglie dei rischi relativi ad un possibile contagio risalgono allo scorso novembre, laddove, in seguito al ricovero di una studentessa affetta da Tbc, quattro ulteriori casi (uno risalente addirittura ad un anno prima!) erano stati riscontrati tra gli studenti di Medicina che svolgevano il tirocinio presso l’ospedale.

Come se non bastasse, ad essi si sarebbero poi aggiunti altri venticinque ragazzi risultati a loro volta positivi al batterio.

Solo in quell’occasione diverse attività furono sospese e l’inchiesta della Procura ebbe modo di individuare i potenziali colpevoli, ipotizzando il reato di lesioni colpose poiché gli studenti non sarebbero stati adeguatamente sottoposti ai controlli del caso.

Ora, la chiusura delle quattro aule magne in questione (“Dogliotti”, Clinica chirurgica, Medicina interna, Chirurgia “Biancalana”) può essere a maggior ragione letta nell’ottica dell’indagine per via delle considerazioni del pm, secondo cui la diffusione dell’infezione sarebbe stata incentivata da ambienti scarsamente areati.

Ezio Ghigo , nel tentativo di stemperare le supposizioni, ha negato qualsiasi legame con i casi di Tbc rilevati, sostenendo che le aule sarebbero da tempo “non più idonee a ospitare le lezioni, e hanno confermato che è necessario intervenire per ripristinare le condizioni di sicurezza.

Non sono un tecnico” – ha proseguito – “ma credo che per lavori come quelli che sono in programma non ci vorrà più di un mese o un mese e mezzo, resta il fatto che se avessimo una struttura differente, spazi adeguati alla didattica e alla ricerca, non saremmo così in sofferenza per un problema come questo.

Per spazzar via definitivamente le polemiche, Ghigo ha assicurato che “in quelle aule non c’è più probabilità di contrarre il virus che in un qualsiasi cinema della città.

Intanto, però, i tecnici inviati dall’Asl per riferire in merito alla questione Tbc sono già al lavoro sulle prescrizioni utili alla messa in sicurezza degli impianti considerati non a norma.

In sostituzione delle aule appena chiuse, ad ogni modo, è probabile che per l’università siano resi disponibili alcuni altri spazi dall’ospedale Molinette, come l’aula magna del Cto.

I tempi di manutenzione, al di là delle previsioni del preside, restano comunque da valutare e molti studenti sono già in preallarme per quanto concerne il probabile spostamento di numerosi corsi e tirocini.

Francesco Ienco

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