• Google+
  • Commenta
11 gennaio 2012

Università di Verona premiata con 1 milione di euro in più

L’Università di Verona trionfa. Se da una parte ci sono sempre meno soldi agli atenei del Veneto, sono sempre di più quelli che arrivano all’Università guidata dal rettore Alessandro Mazzucco.

Il ministero della Ricerca e dell’Università ha reso noto l’entità del fondo di finanziamento ordinario per l’anno in corso –6,8 miliardi di euro a livello nazionale, cioè il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente – e il saldo «regionale» parla di una differenza di circa 10 milioni di euro con un decremento complessivo dell’1,9%. Tra i più penalizzati il Bo di Padova, con 8,5 milioni in meno e lo Iuav di Venezia, che registra una contrazione del finanziamento di 1,5 milioni di euro.

In netta controtendenza si affaccia la realtà di Verona, unica università del Veneto, e tra le pochissime in Italia, che riesce ad ottenere più soldi rispetto all’anno precedente: ben 92.193.491 milioni di euro, cioè 941.614 euro in più rispetto al 2010.
A premiare Verona è la cosiddetta «quota premiale», quella parte del finanziamento che lo Stato riserva agli atenei più virtuosi, in base alla valutazione di alcuni parametri, come la ricerca e i risultati. Quest’anno il Ministro ha incrementato del 15% la «quota premiale » (raggiungendo così la cifra di 832 milioni nel 2011).

«Non era in alcun modo prevedibile il risultato complessivo – afferma con soddisfazione il rettore dell’Ateneo Alessandro Mazzucco -. Eravamo consapevoli che la quota premiale nel 2011 sarebbe cresciuta, ma solo adesso abbiamo ricevuto la notizia che questo obiettivo da noi è stato raggiunto, grazie ad un netto miglioramento nei risultati della didattica e ad un forte incremento nella partecipazione ai progetti di ricerca internazionali».

Un milione di euro in più è la cifra che arriverà a Verona. «Il nostro scopo fondamentale – spiega Mazzucco – è quello di mantenere il percorso di realizzazione degli obiettivi della programmazione triennali che sono essenzialmente quelli di una continua crescita nella ricerca e nella internazionalizzazione, del miglioramento dei risultati della formazione con l’obiettivo di stimolare ancor di più l’occupazione dei nostri laureati, e di incrementare i servizi agli studenti, a cominciare dal garantire a tutti gli aventi diritto il pagamento delle borse di studio che ora ricade largamente sul nostro bilancio, ma realizzando altresí un importante programma di residenze- spazi didattici-biblioteche nella zona di Veronetta».

Notizie meno incoraggianti dall’Università di Padova che cresce meno rispetto alla media nazionale (intorno al 13%). «Non ho ancora valutato con attenzione i numeri – spiega il rettore del Bo, Giuseppe Zaccaria -. Aspetto di guardare le carte. E di capire anche come verranno gestiti i nuovi fondi annunciati dal neo ministro Francesco Profumo. Devo dire, tuttavia, che l’impressione che mi ha dato il professore è positiva. Finora si è presentato a tutte e due le riunioni della Crui (la conferenza dei rettori italiani), la Gelmini, invece, non si era mai vista».

Chi va peggio è lo Iuav di Venezia, che, riesce addirittura a perdere soldi di «premio» dal 2010 al 2011, segnando un tonfo di quasi l’8%. Cosa che fa storcere il naso al rettore Amerigo Restucci.

Tedeschi Giuseppina

Google+
© Riproduzione Riservata