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1 febbraio 2012

A Cuba il congresso internazionale d’educazione superiore “Università 2012”

L’iniziativa nasce con lo scopo di affermare la responsabilità dell’educazione superiore nei confronti della società futura e contemporanea.

Mai come adesso, quando si parla di futuro, l’unica risposta certa è l’incertezza, paradossale minimo comun denominatore nel confronto generazionale.

Le opportunità reali che possono offrire le nuove generazioni, dipende in buona parte dal rispetto dei valori intrinsechi alla democrazia, rintracciabili non solo in seno ai diritti e i doveri imprescindibili che essa comporta, ma anche e soprattutto nell’impegno delle istituzioni, di garantirne la sopravvivenza.

In questo senso, la cooperazione internazionale mostra il suo sguardo lungimirante attraverso il congresso internazionale d’educazione superiore Università 2012, organizzato dal Ministero dell’Educazione superiore e dalle università della Repubblica di Cuba.

Il progetto, fin dalla sua prima edizione nel 1998, è stato riconosciuto come valida occasione per riflettere, incontrarsi e confrontarsi sulla società del nostro tempo.

Trovare il modo di unire gli intenti per garantire un futuro autentico alle prossime generazioni, significa sollecitare quelle attuali: la responsabilità dell’istruzione superiore è dunque quella di coadiuvare gli studenti nel raggiungere uno sviluppo sostenibile.

Ed è proprio con lo slogan “L’Università per lo sviluppo sostenibile” che si apre l’VIII incontro, annoverando, tra gli ospiti, Martin Price, professore al Perth College e Premio Nobel per la pace nel 2007 insieme ad Al Gore, e Quian Tang, vice-direttore generale per l’educazione presso l’UNESCO.
Tra i temi trattati, come i problemi attuali in materia d’accesso, finanziamento e gestione nel campo dell’istruzione superiore o l’universalizzazione dell’università e della conoscenza, spiccano anche l’ambiente, l’Energia e lo sviluppo sostenibile, come sfide proprie della ricerca universitaria contemporanea.

Nell’ ampia società della globalizzazione, l’opportunità di raccogliere quanti più punti di vista possibile garantisce una visione d’insieme, in cui il senso dello sviluppo sostenibile è inteso come parte integrante del costume civile.

Lavorando in sinergia l’istituzione universitaria parteciperà ad un importante dialogo interculturale, dove la suggestiva cornice de La Habana racchiude l’incontro scontro di una realtà radicata che sta cambiando.

Silvia Pellegrino

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