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20 Febbraio 2012

Arrivederci Prof! Muore Maria Gabriella Guglielmi

Lutto all’Università di Fisciano. Se ne va Maria Gabriella Guglielmi, 59 anni, docente di Storia della fotografia presso il Dipartimento di Beni culturali dell’ateneo campano.

L’8 marzo avrebbe compiuto 60 anni .

Ieri, alle 11.30, i funerali, nella chiesetta di San Felice in Felline.

Tanti quelli che hanno voluto porgere l’ultimo saluto a Maria. Colleghi, amici, studenti.  A dimostrazione di una vita ben spesa, sempre col sorriso sulle labbra. Suo inconfondibile biglietto da visita.

Un vulcano di idee, Maria. Tutta mostre ed eventi. Arte e vita la stessa cosa.

Nel cuore un unico grande amore: la fotografia, che il che più volte l’ha salvata dal baratro.

Soprattutto dopo la prematura scomparsa del figlio. Un dramma che l’aveva precipitata in una depressione senza fondo, lasciandole addosso chili di cicatrici. Un dolore, però, cui Maria aveva saputo reagire con coraggio e voglia di ricominciare.

Un sorriso, il suo, che nemmeno la morte è riuscito a spegnere. Dice qualcuno.

Una persona splendida, ma anche una professionista ed artista esemplare.

Numerose le pubblicazioni e le mostre curate in oltre trent’anni di carriera. Tra le opere ricordiamo: “ Carlo Mollino. Surreale in fotografia”, “Lo specchio e il doppio tra pittura e fotografia” e “Fotografia e museo. Prospettive critiche ed artistiche” , tutte edite da Aracne.

Non solo. Maria Gabriella era anche direttrice dello spazio espositivo “Ap-Art” di Roma, galleria d’arte contemporanea (fondata nel 2008) che proprio con Gabriella ha conosciuto una delle sue stagioni più fortunate.

Prima di lasciarci, Maria ha, però, trovato il tempo per un ultimo regalo.

Un volume, presentato di recente a Roma, dal titolo: “La fotografia a Salerno. Dal circolo fotoamatori al dibattito critico dagli anni Sessanta a oggi”.

Pubblicazione in cui la Guglielmi racconta la storia della fotografia e dei fotografi del capoluogo campano, ripercorrendo, alla luce di un percorso evolutivo lungo ed affascinante, le tappe salienti di un’esperienza artistica che nessuno, siamo certi, avrebbe potuto interpretare con la stessa sensibilità e passione.

 

Arrivederci Prof!

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