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9 febbraio 2012

Conoscere la Mafia per non morire di Mafia

Ricomincia da Genova il programma “100 passi verso il 17 marzo”, dove il 10 febbraio si terrà l’incontro “L’impegno contro le mafie per la legalità, il lavoro, lo sviluppo e la giustizia sociale”, presso l’Aula Arsenale della Facoltà Economia e Commercio. Aprirà il dibattito Giacomo Deferrari, Magnifico Rettore dell’Università di Genova.

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”, queste le parole dell’eroe Giovanni Falcone in un’intervista raccolta insieme a tante altre nel libro Cose di Cosa Nostra,( 1991), dalla giornalista francese Marcelle Padovani. Eppure, se una fine si vedrà, lui come tante altre vittime di questo potere onnisciente, non potranno assistere.

La parola mafia evoca sensazioni e concatenazioni di pensieri che attraversano labirinti orrorifici fatti di stragi, omertà, indifferenza e paura. Si tratta di una vera e propria religione, che non invade solo la sfera politica o quella economica: la radicalizzazione di questo fenomeno si poggia su una struttura culturale solida, fortificata, dove riti di iniziazione per i nuovi adepti e la protezione della grande “famiglia” eludono un nuovo processo di “secolarizzazione” che cambi la mentalità del nostro paese, al fine di riconoscere e denunciare gli abusi di quest’organizzazione massonica.
Ricominciare dal popolo, dalla terra e dai suoi frutti decontaminati dal sangue e dalla violenza, per riappropriarci del nostro stato, questo il primo obiettivo perpetrato da chi ha deciso di bloccare l’emorragiamafiosa: aiutare il cittadino italiano e più nello specifico siciliano a denunciare gli abusi e i soprusi subiti.

La sensibilizzazione al problema, conseguita attraverso i mass media, le istituzioni, e il martirio dei morti per mafia, hanno contribuito ad un risveglio delle coscienze che a tutt’oggi risulta comunque parziale; per estirpare la mentalità mafiosa da tutti i segmenti della società siciliana, italiana e mondiale occorre una mobilitazione massiccia, organizzata e compatta.

Per questo motivo, il gruppo Unipol e la fondazione Unipolis in collaborazione con il Consiglio Regionale Unipol Liguria e Libera, invitano a partecipare all’incontro “L’impegno contro le mafie per la legalità, il lavoro, lo sviluppo e la giustizia sociale”, che si terrà il 10 febbraio a Genova,  presso l’Aula Arsenale della Facoltà Economia e Commercio, in via Vivaldi 5 (3° piano).

L’iniziativa rientra nel più ampio progetto “100 passi verso il 17 marzo”, che prevede una serie di incontri e importanti manifestazioni fino al prossimo 17 marzo, quando si svolgerà la Giornata della Memoria e dell’Impegno, celebrata quest’anno, nel capoluogo ligure.

Già nel biennio 2010-2011 con la campagna “Un euro per ogni nuova polizza sottoscritta da aderenti alle Organizzazioni Socie e convenzionate e per ogni nuovo conto corrente bancario”, organizzata dal Gruppo Unipol e dalla Fondazione Unipolis, sono stati raccolti ben 320 mila euro, investiti nella nascita della Cooperativa “Libera Terra Crotone” sui terreni calabresi confiscati alla ‘Ndrangheta a Isola Capo Rizzuto e Cirò.
In soli sei anni sono stati raccolti oltre 9oo mila euro a sostegno di queste realtà e nel 2012, le risorse verranno destinate alla “Cooperativa le Terre di Rosario Livatino – Libera Terra” con sede a Narò, in provincia di Agrigento.
Alla fine dell’incontro del 10 febbraio, l’associazione di Libera Terra, offrirà ai partecipanti un aperitivo a base dei suoi prodotti, coltivati negli ettari di terra confiscati ai boss della mafia, grazie alla legge di iniziativa popolare 109/96 nata da una grande mobilitazione promossa da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

Giunta alla diciassettesima edizione, la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” ,  continua a dar voce a tutti gli innocenti, di cui si contano oltre 900 nomi, morti per onorare i propri doveri in difesa della giustizia.
Per conoscere, partecipare e promuovere queste iniziative, si esige più che mai anche il tuo impegno. Difendi il tuo stato, difendi la tua terra!

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