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12 febbraio 2012

Dai portoni dell’UniBo spifferi di anticiclone siberiano

Si chiama Blizzard la bufera di neve che dalla Lituania, passando per la Polonia, sta tornando a imbiancare e a far tremare l’Italia.

Rovesci di neve e freddo gelido aggravati dall’effetto windchill: la capacità del vento di di togliere calore al corpo umano, rendendo la temperatura percepita ancora più glaciale dei gradi sottozero formalmente registrati.

Disagi e malumore investono i cittadini di Bologna e della provincia che si trovano in costante stato di allerta ed emergenza, senza poter apprezzare nessuna manovra preventiva che vada al di là del coprifuoco diramato dalla Protezione civile regionale che argomenta: “a causa di un ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche si consiglia di non uscire dalle abitazioni nel periodo indicativo compreso fra le 12 di venerdì 10 febbraio e le 17 di sabato 11 febbraio e comunque, in caso di necessità, di ridurre al minimo essenziale l’esposizione all’aperto a causa di un aggravamento caratterizzato in particolare nel nostro territorio, da vento, neve e gelo, associati ad un calo di temperature, la qual cosa darà luogo a tormente di neve».

Non solo le ruspe sembrano poche e mal organizzate, per di più esse risultano inadeguate in attesa di altri 60-70 centimetri di neve, con accumuli al bordo della strada che potrebbero crescere ancora di un ulteriore metro-metro e mezzo. Per non contare le frazioni appenniniche che rimarranno isolate.

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