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1 febbraio 2012

La Cultura fa spazio al fast food

La libreria Guida Merliani “smette perché il fitto è troppo alto” questo è ciò che si legge all’esterno della storica sede del Vomero a Napoli.
È commosso Giuseppe Guida mentre mostra le foto di Pasolini, Eco, Piovani, Monanelli “abbiamo avuto tutti, tutti” commenta senza riuscire a nascondere gli occhi lucidi.
La libreria ha orgogliosamente ospitato i più grandi letterati italiani, quelli di cui al giorno d’oggi si sente un pò la mancanza, ma adesso lascerà probabilmente il posto, a causa dell’aumento del fitto che è passato da 8 000 a 20 000 euro al mese ad un fast food americano, a nulla sono valse le mobilitazioni cittadine che hanno anche richiesto l’ intervento delle istituzioni.
Preservare la cultura probabilmente non è un loro dovere.

”La libreria tradizionale sta scomparendo, la libreria come centro di cultura, nel senso di incontri con gli stessi clienti, scambi di idee” Le parole del titolare della libreria, forti di un esperienza quarantennale, rappresentano una lucida e al tempo stesso rassegnata fotografia della situazione odierna “Al di la del dispiacere personale certamente il dispiacere di non poter far crescere ancora la società qui del Vomero perché in realtà era questa la vera funzione della libreria trasmettere la libertà di scelta”.

Compagni illustri

Ma la crisi non minaccia solo le piccole attività, seppur storiche, il colosso Francese Fnac annuncia la chiusura della sede di Via Luca Giordano divenuta ormai un elemento caratteristico della stessa area pedonale, la multinazionale francese prevede tagli per 80 milioni di euro e la sede napoletana è una di quelle sicuramente destinate a soccombere.

La crisi sta facendo il suo corso e come di consueto i primi tagli sono alla cultura, considerata evidentemente, un elemento non prettamente necessario, un di più di cui possiamo fare comodamente a meno, e cosi 40 anni di storia, di duro lavoro e dedizione vengono cancellati per far posto ad un Mcdonald’s.

Andrea Schiraldi

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