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24 febbraio 2012

La morte cardica improvvisa ha i suoi orari preferiti

Il rischio di morte cardiaca improvvisa, cioè quella morte che avviene istantaneamente e senza una causa apparente, cambia a seconda del momento della giornata: è più alto infatti la mattina e la sera, ed è collegato al “ritmo circadiano”, cioè l’orologio interno dell’organismo. La causa sta nelle fluttuazioni dei livelli di una proteina che controlla il ritmo cardiaco nel corso della giornata, come spiega uno studio americano condotto nei topi e pubblicato sulla rivista Nature.

L’orologio biologico nell’uomo, come detto, viene chiamato anche “ritmo circadiano”. Si tratta di un ciclo di periodo pari a 24 ore, influenzato dall’alternarsi di luce e di buio. Si tratta di un ciclo di variazioni ormonali e dell’attività cerebrale che può variare da persona a persona e può essere modificato anche dalla temperatura e dall’esposizione a luce artificiale.

Quindi la chimica del corpo cambia durante la giornata, e ciò ha un impatto sulla salute. Questa ricerca effettuata dagli scienziati americani ha infatti scoperto, nei topi, che il tempo e alcuni particolari momenti della giornata influiscono sul rischio di morte cardiaca improvvisa, a causa di una nuova proteina identificata, chiamata Klf15.

La morte cardiaca improvvisa, detta anche arresto cardiaco, è la situazione in cui il cuore improvvisamente e senza preavviso si ferma e il sangue non viene più pompato nel resto del corpo. Essa è responsabile della metà di tutte le morti per causa cardiaca. La morte improvvisa si verifica quando c’è una malfunzione del sistema elettrico del cuore. Essa non è l’attacco di cuore (noto anche come infarto miocardico). L’attacco di cuore è quando una ostruzione nelle arterie del cuore (coronarie) blocca il flusso di sangue ossigenato al cuore, causando la morte del muscolo cardiaco. Quindi se si vuole paragonare il cuore a una casa, la morte cardiaca improvvisa si verifica quando c’ è un corto circuito elettrico, l’attacco di cuore è quando c’è un blocco nei tubi dell’acqua.

Si tratta di una morte terribile, non tanto per la sofferenza fisica che è di breve durata, quanto per la sofferenza psicologica di chi la prova e delle persone che lo circondano. La morte è sempre la morte è vero, tutti dobbiamo morire ed è giusto che sia così: fra 100 anni tutta la popolazione mondiale attuale non ci sarà più. Pazzesco. Ma c’è modo e modo di morire, e una morte improvvisa, come questa e come quella che si ha in tante altre situazioni, come in un incidente stradale, a mio giudizio, sono le più terribili, perché se non c’è sofferenza di lunga durata, c’è tuttavia un senso della vita che si perde in un secondo. E questo penso sia una delle cose più gravi che possa accadere ad un essere umano.

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