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UniBZ: importanza attività fisica per i giovani in Alto Adige

Redazione Controcampus 31 Agosto 2026
R. C.
03/09/2026

Un recente studio condotto dalla Libera Università di Bolzano rivela che il 17% dei giovani adulti in Alto Adige risulta inattivo dal punto di vista fisico.

Questo dato ha portato i ricercatori a indagare le cause di questa inattività e a suggerire possibili interventi.

Al centro della ricerca LOOK4SPORT ci si interroga su quali siano le motivazioni che spingono i giovani a praticare sport e quali siano, al contrario, le barriere che li frenano. Coordinata dal professor Attilio Carraro, vicepreside della Facoltà di Scienze della Formazione, l’indagine ha coinvolto 400 giovani adulti di età compresa tra 18 e 34 anni, analizzando per la prima volta in modo approfondito aspetti legati all’attività fisica, ai comportamenti sedentari, al benessere psicologico e alle difficoltà nell’adottare uno stile di vita attivo.

I risultati offrono una panoramica complessa. Più dell’80% degli intervistati ha dichiarato di praticare almeno 150 minuti settimanali di attività fisica, conforme alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ciò colloca l’Alto Adige tra le regioni italiane più attive. Tuttavia, è significativo che circa un giovane adulto su sei non raggiunga i livelli minimi raccomandati, in particolare tra coloro che hanno più di 27 anni e risiedono in comuni con meno di 15.000 abitanti, un gruppo che ha destato particolare interesse tra i ricercatori.

«In questa fase della vita, spesso trascurata dagli studi, le persone affrontano cambiamenti significativi riguardanti gli studi, l’ingresso nel mercato del lavoro, la pratica sportiva e la ricerca dell’indipendenza», spiega Carraro. «Le persone inattive tra i 18 e i 34 anni hanno una maggiore probabilità di rimanere tali anche in futuro», aggiunge. Questo fenomeno potrebbe avere conseguenze su più generazioni e generare costi elevati per il sistema sanitario. «Genitori attivi tendono ad avere figli attivi. Se facciamo leva su questa fascia di età, possiamo generare effetti positivi duraturi», conclude il docente.

Ricerca Università di Bolzano: ostacoli all’attività fisica tra i giovani

Secondo la ricerca, le principali cause dell’inattività fisica sono legate a barriere personali. Tra queste si riscontrano la mancanza di fiducia nelle proprie capacità sportive, una scarsa consapevolezza delle proprie abilità motorie, la difficoltà nel modificare le proprie abitudini e l’idea di non avere tempo per muoversi. «Le persone con forti barriere personali hanno una probabilità quasi quattro volte superiore di non raggiungere i livelli minimi di attività fisica», spiega Antonino Mulè, coautore dello studio e ricercatore presso la Libera Università di Bolzano. Al contrario, le barriere sociali, come quelle legate a famiglia e amici, e gli ostacoli ambientali, come la disponibilità di spazi per l’attività fisica, sembrano avere un impatto minore.

Lo studio LOOK4SPORT ha anche esaminato il comportamento sedentario e il benessere percepito. Nonostante un buon livello di attività fisica, gli intervistati trascorrono in media quasi cinque ore al giorno seduti. Inoltre, un reddito basso e la presenza di barriere personali e ambientali sono correlati a un benessere percepito inferiore. I ricercatori affermano che i risultati confermano l’importanza di una promozione dell’attività fisica personalizzata.

Strategie per migliorare l’attività fisica

«La promozione della salute deve andare oltre campagne informative generiche e aiutare le persone a sviluppare motivazione e integrare il movimento nella vita quotidiana. Piccole azioni come evitare l’uso dell’ascensore e optare per le scale o rinunciare all’auto quando non necessaria possono fare la differenza», afferma Carraro.

Il suo team ritiene che sia fondamentale incentivare il movimento come attività sociale. «Le persone dovrebbero avere l’opportunità di praticare sport insieme. Questo è uno degli approcci più efficaci», osserva. È anche cruciale offrire una varietà di attività sportive e ambienti sicuri. «Chi desidera passeggiare o fare jogging dovrebbe poterlo fare senza timore. Percorsi ben illuminati possono contribuire a creare un ambiente favorevole», aggiunge.

Investimenti per un futuro più attivo

È evidente la necessità di investire in questo settore. Un rapporto dell’OMS e dell’OCSE pubblicato nel 2023 stima che entro il 2050 l’Italia spenderà annualmente due miliardi di euro per curare patologie legate all’inattività fisica. Se i livelli di attività fisica nei Paesi dell’Unione Europea raggiungessero almeno le soglie minime raccomandate, si potrebbero evitare 11,5 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili entro il 2050, inclusi 3,8 milioni di patologie cardiovascolari e 3,5 milioni di casi di depressione. Di fronte a tali evidenze, è fondamentale non solo rafforzare i percorsi già esistenti per facilitare l’attività fisica, ma anche sviluppare nuove strategie per rendere l’adozione di stili di vita attivi più accessibile e attraente per i giovani.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella promozione dell’attività fisica

Un ulteriore studio del gruppo di ricerca della Libera Università di Bolzano ha esplorato come l’intelligenza artificiale possa supportare le persone nel superare le barriere personali e diventare attive nel lungo periodo. Nella ricerca AI in motion, una rassegna della letteratura esistente pubblicata a fine 2025, sono stati esaminati otto studi scientifici sull’uso dell’IA per promuovere l’attività fisica. L’analisi suggerisce che app, chatbot e avatar digitali possono offrire supporto personalizzato, ricordando agli utenti di muoversi e adattando i suggerimenti alle loro esigenze. «Tuttavia, non è ancora stata fornita una prova scientifica solida che attesti che questi strumenti possano effettivamente aiutare gli utenti a diventare più consapevoli e mantenere uno stile di vita attivo nel tempo», afferma Andrea Ciorciari, ricercatore presso la Libera Università di Bolzano.

Per Carraro, l’IA rappresenta un’opzione utile, ma non miracolosa. «Può motivare e supportare le persone, ma non può sostituire il supporto umano», chiarisce. I ricercatori vedono il più grande potenziale nei modelli ibridi, in cui professionisti della salute e dell’esercizio continuano a fornire guida e supporto, mentre l’intelligenza artificiale offre assistenza tra un incontro e l’altro, ricordando obiettivi e suggerendo stimoli personalizzati.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto