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21 febbraio 2012

La Sardegna invoca Napolitano

Martedì è un giorno particolare per gli studenti dell’Università di Sassari.

Proprio nel giorno di Carnevale, infatti, è prevista la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per festeggiare i 450 anni dell’ateneo turritano.

Questo sarà un’incontro a tutto tondo, proprio perchè, oltre alle questioni di ordine accademico, si parlerà in maniera approfondita anche della situazione economica che sta attraversando il nostro Paese.

Sarà un dibattito che, dalle dichiarazioni fatte nei giorni antecedenti all’incontro dagli studenti, verterà su temi precisi: i fondi alla cultura; gli spazi per ampliare l’università e conseguentemente l’offerta didattica alle future matricole ecc ecc.

Una problematica però, più delle altre, assilla coloro che quotidianamente siedono nelle aule dell’ateneo: la ricerca del lavoro.

“Sta diventando difficile la situazione in Sardegna”. E’ questa la frase che sento con maggiore frequenza nei corridoi. Un malcontento comune, che, unisce tutti gli studenti delle facoltà presenti nel plesso universitario.

” Il Presidente Napolitano, deve intervenire in maniera ancora più incisiva per quel che riguarda l’aspetto lavoristico del Paese” ecco le prime dichiarazioni di uno dei rappresentanti degli studenti UniSs che continua ” nella nostra Regione, oramai il tasso di disoccupazione si è assestato su punte inimmaginabili. Non c’è futuro per noi; saremo costretti, se le cose non dovessero migliorare nel tempo, a lasciare la nostra terra. 

Noi studenti vogliamo essere immessi nel mercato lavorativo con successo; questo non significa che non vogliamo sobbarcarci dei sacrifici per poter riuscire nel nostro campo di competenza. Il periodo è critico, ma sono convinto che la classe politica possa fare molto per aggiustare la situazione. 

Non è bello studiare, quando si ha la consapevolezza che i nostri sforzi, allo stato attuale, non verranno ripagati. Ci deve essere coesione di intenti tra la classe dirigente del Paese per uscire da questo momento di crisi.

Mi auguro, in conclusione, che il Presidente possa farsi portavoce nelle sedi opportune, di tutte queste richieste di noi studenti.” 

 

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