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12 febbraio 2012

Le dure prove di uno studente fuori sede: il padrone di casa suona sempre due volte…o quasi

Essere uno studente fuori sede comporta il superamento di una serie di ostacoli. Oltre alla normale routine universitaria, più o meno complicata in base all’ateneo di appartenenza, ha una seconda incombenza: la casa.

Già averne trovata una che corrisponda all’ideale è un agio che spetta a pochi, avere dei coinquilini sorprendenti che non ti facciano rimpiangere la tua famiglia è una fortuna per una ristretta cerchia, ma trovare pure il padrone di casa umano è veramente un miracolo.

Perché affitti a prezzi esorbitanti, definiti più dalla vicinanza ai punti universitari della città piuttosto che dall’aspetto e dai servizi della casa, sono all’ordine del giorno e costituiscono un vero mercato immobiliare. Cucine degli anni ’60 dalle dubbie condizioni di sicurezza, soggiorni che divengono camere da letto e bagni ricavati da verande, divengono “piccoli” compromessi pagati a caro prezzo.

Disposti a pagarlo saranno tutti coloro che pur d’avere un piccolo angolo personale, in una città nuova, si adatteranno a qualunque condizione chiudendo un occhio se non due, anche di fronte ai padroni di casa più ficcanaso. Come quelli che mantengono il loro mazzo di chiavi “perché in fondo non si sa mai” e al posto di bussare entrano direttamente, giusto per dare un’occhiata veloce e furtiva alla casa e ai suoi abitanti.

Perché nonostante i vostri trecento euro al mese, quella casa non sarà mai veramente vostra. Nonostante comprerete tende nuove e attaccherete poster alle pareti, nonostante puliate la moquette ogni pomeriggio e invitate gli amici per l’aperitivo rustico. Quella casa sarà sempre di quella strana figura che ogni 10 del mese passa a prendere l’affitto e che non vuole sentirne di lavatrici rotte, rubinetti che perdono, e finestre dagli spifferi inquietanti.

Quello strano soggetto che pur di non pagare una chiamata festiva all’idraulico cercherà con carta e stoffa di riparare la perdita, divenendo un membro attivo della grande famiglia di Art Attack. Lo stesso individuo che avrà cercato tutti gli escamotage fiscali per dichiarare meno di quanto realmente riceve. Quella medesima persona che ridente vi dirà che aveva proprio bisogno dei vostri soldi per andare a fare shopping in periodo di saldi. La stessa losca figura che pur di guadagnare affitterebbe uno stanzino come camera singola, spacciandola per “piccola ed accogliente oltre che calda d’inverno e fresca d’estate”.

Di scene del genere città universitarie come Milano, Torino, Ferrara ne sono ricche, considerata la grande affluenza di studenti provenienti da tutta Italia. E questo lo sanno anche i padroni di casa, che cavalcano l’onda senza vergogna e senza contratti. Pronti ad accogliere tutti nelle loro poco confortevoli case

Ma sarebbe sciocco fare di tutta l’erba un fascio. Ai tanti furbi corrispondono anche altrettanti onesti. Quelli che insieme alla caparra vi ridaranno anche gli interessi maturati, quelli che oltre a prendersi l’affitto vi portano anche la torta fatta in casa, quelli che vi aggiusteranno tutto e subito facendovelo scalare dalla mensilità, quelli che saranno i primi a farvi firmare un contratto valido e vincolante per le parti.

Quello che conta, come sempre, è non accontentarsi. Armarsi di santa pazienza è alla base del cercare una casa con un ottimo proprietario, perché volenti o nolenti è con lui che vi relazionerete per il resto del vostro soggiorno, e lui potrebbe essere il motivo di un vostro repentino trasloco in piena sessione d’esame.

 

 

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