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29 febbraio 2012

L’Isola del tempo all’Università di Padova

L’isola di Philae, in egiziano “isola del tempo”, è lunga meno di 400 metri e larga poco più di 100. Frontiera meridionale del regno fu sede di guarnigione militare, oltre che un importante scalo commerciale fra l’Egitto e la Nubia.

Ritenuto uno dei luoghi di sepoltura di Osiride, l’isola di Philae era sacra sia per gli egiziani che per i nubiani. I templi furono chiusi nel VI secolo d.C. per volere dell’imperatore bizantino Giustiniano. All’inizio dell’Ottocento l’archeologo padovano Giovanni Battista Belzoni, su ordine del console inglese, ne asportò l’obelisco che, con la Stele di Rosetta, servì per decifrare i geroglifici egizi. Nel 1979 i templi di Philae sono stati inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Venerdì 2 marzo alle ore 16.00 all’Orto Botanico di Padova nell’Aula Emiciclo, via Orto Botanico 15 a Padova, Alessandro Roccati dell’Università di Torino concluderà il ciclo di conferenze organizzato dal Progetto EgittoVeneto con un incontro dal titolo “File. Roma in Egitto .

Il Progetto EgittoVeneto, nato da una collaborazione tra l’Università degli Studi di Padova, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, Regione Veneto, Soprintendenza Archeologica del Veneto, Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano e  il Centro Musei di Ateneo dell’Università degli Studi di Padova, ha come scopo principale quello di far conoscere e progressivamente valorizzare l’ingente patrimonio egittologico ed egittizzante conservato in Veneto nelle collezioni pubbliche.

Alessandro Roccati ha svolto numerose campagne di scavo e ricognizione epigrafica tra le quali si ricorda quella nell’isola di Phile per conto del Ministero degli Esteri in occasione dello smontaggio e ricostruzione del complesso del Tempio di Phile. Roccati è inoltre direttore del Portale italiano dell’Archeologia, membro del Comitato scientifico della Fondazione Museo Egizio di Torino e Presidente dell’Istituto italiano per la Civiltà egizia.

 

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