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15 febbraio 2012

Lucerna Iuris, cupida nella notte

 


Il 14 febbraio è stata la giornata degli innamorati anche a Palazzo Malvezzi. La sede storica della facoltà di giurisprudenza di Bologna era illuminata da fiaccole romantiche, fiammelle suggestive nel buio di una gelida serata invernale.

Un appuntamento speciale per gli innamorati del diritto, soprattutto del diritto allo studio, perché si è festeggiata l’inaugurazione di un progetto ambizioso: Lucerna Iuris è stata finalmente presentata al pubblico!

Si tratta di un nuovo spazio dedicato agli studenti, una sala ricavata nella soffitta del monumentale palazzo! Parte del sottotetto, ristrutturata e dotata di impianti termici all’avanguardia, sarà adibita a sala di consultazione e di studio.

L’altra grande novità è che questo spazio accoglierà gli studenti fino alle 22, tutte le sere dal lunedì al giovedì.

Del resto, il desiderio, e a volte la necessità, di poter vivere l’università come luogo di raccoglimento e di preparazione non solo diurno è battaglia politica studentesca risalente ad azioni simboliche, ma perentorie, già dal 2008. Venne definita Student by Night la protesta che per due settimane mobilitò molti studenti dell’Alma Mater che lamentavano proprio la chiusura unilaterale, non comunicata, di alcune aule studio nella fascia oraria serale. Presidi, striscioni ed assemblee pubbliche finirono con l’irrompere di un gruppo di manifestanti nell’ufficio dell’allora Prorettora degli studenti, Paola Monari.

Ora è il Prorettore Roberto Nicoletti a prendere la parola: “nella ristretta zona del campus universitario bolognese, la facoltà di giurisprudenza diventerà la terza realtà, insieme alla Biblioteca di Discipline Umanistiche e Palazzo Paleotti, usufruibile dagli studenti anche in orario serale”.

Il Prorettore ed il Preside di giurisprudenza Giovanni Lucchetti hanno precisato che il motivo di orgoglio e soddisfazione è il processo che ha condotto alla realizzazione di quest’opera: “Questo spazio è sfida vinta dagli studenti; essi sono stati motore ed attori protagonisti di tutta l’operazione”.

Una conquista di cui ha parlato proprio una esponente dell’associazione studentesca Student Office attualmente in carica, Annalisa Simonetti, pronunciando un breve, ma sobrio e deciso discorso:

Per noi l’inaugurazione di questo spazio è un altro grande risultato dopo la trasformazione dell’Aula 7 in aula studio. Per noi il progetto Lucerna Iuris rappresenta il significato di università e facoltà, ossia vivere questi luoghi non solo per le lezioni o per gli esami, ma anche occasione di incontro e di confronto per chi la frequenta tutti i giorni, oltre che anima di una più ampia vita culturale. Per questo abbiamo proposto ai professori di partecipare chiedendo loro di spiegarci e di mostrarci cosa più li ha colpiti nel loro ambito di studio e di ricerca. Prima un luogo di riferimento come questo non c’era.

Spazio e Tempo per studiare!!! È questo il titolo che gli studenti ed i loro rappresentanti hanno scelto per questa iniziativa che è diventata realtà. Si legge nella loro locandina, manifesto di inventiva:

Anche quest’anno ci siamo battuti affinché i soldi derivanti dall’aumento delle tasse (1.500.000 euro) venissero utilizzati per realizzare progetti proposti dagli studenti e migliorare la qualità della didattica di ogni facoltà. Palazzo Malvezzi potrà così ospitare incontri, mostre e spettacoli proposti da coloro che hanno il desiderio di condividere qualcosa che li ha interessati nello studio e nella vita universitaria che vivono.

Il Preside, in apertura, aveva infatti spiegato che la realizzazione del progetto è stata resa possibile, sia per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione che per la fase finale dell’inaugurazione, dai fondi Diritto allo studio, fondi elargiti su progetto risalente al 2009, riassorbiti poi dal bilancio d’ateneo e destinati a questo scopo su approvazione da parte della Commissione Paritetica di facoltà. I lavori, arrestatisi per qualche tempo – per “causa di forza maggiore” è stato detto – erano iniziati sotto la precedente e storica presidenza del professor Stefano Canestrari, eminente penalista a cui è stato tributato giusto merito nel corso della serata. Quest’ultimo era presente in sala, insieme a tanti altri (stra)ordinari nomi del diritto. Hanno partecipato la prof.ssa Carla Faralli (filosofia del diritto); Daniela Memmo (diritto civile); Giovanni Cimbalo (diritto ecclesiastico); Giulio Illuminati (procedura penale); Marina Timoteo (diritto privato comparato), questi i primi arrivati all’evento.

Anche il Rettore Ivano Dionigi ha speso qualche parola prima del taglio inaugurale del nastro:

Vien voglia di venirci qui! Quando mi è arrivato l’invito per la cerimonia di apertura ho pensato subito al valore simbolico di quest’azione di ‘aprire’, in un contesto cittadino in cui ormai troppo spesso si sente che molte attività chiudono. Ma non è solo questo. La soddisfazione è soprattutto per l’intesa e la sinergia che in questo caso si è creata tra studenti e docenti. Così deve essere. Perché ragazz*, i tecnici ed i docenti sono in funzione degli studenti. Questa è una lezione da imparare. È in queste occasioni che sento a pieno titolo di fare il mestiere del rettore. Il miracolo delle cose positive si è compiuto, e sono le notizie che dovrebbero andare in prima pagina”.

Poi il Rettore ha proseguito, inserendo questa vittoria in un più ampio contesto di politiche studentesche dirette alle facilitazioni per l’inserimento nel mondo universitario prima e nel mondo del lavoro dopo:

Ci sono anche altre esperienze che stiamo costruendo e su cui continueremo a lavorare: domani, ad esempio, partirà AlmaOrienta 2012, un esperimento con i Comuni delle altre città. Ma non dobbiamo dimenticare la questione degli alloggi che sono ancora troppo cari: Bologna è una città troppo costosa. Questa è veramente una realtà drammatica soprattutto per molti studenti fuori sede che tra mille sforzi ed umiliazioni non si sentono a loro agio come gli altri, come dovrebbe essere. Non va bene. Per cui continuiamo a pensare riforme che vadano in tal senso e a compiere opere come questa.

Lo spirito che deve animare ogni azione e prospettiva di formazione ed esistenza è la brama di conoscenza.

Su questa formula magica, pronunciata dalla studentessa Annalisa Simonetti, si sono aggiunti i dotti rimandi dei presenti: Ivano Dionigi ha ricordato Cicerone che nel De Finibus (V, XIII, 48-49) impiegherà tale innata propensione come virtù, attribuendola ad Ulisse, simbolo del desiderio di giungere a scoprire i più riposti segreti della natura; ardente indole che nemmeno i vincoli sacri sono riusciti a sopraffare.

Allora, il Preside, Giovanni Lucchetti, sapiente studioso di storia del diritto romano non poteva non citare Giustiniano, l’imperatore che con le sue parole scolpì un destino “cupida legum iuventus”.

Gioventù avida di diritto, è da qui che parte la storia dell’università più antica del mondo. La nascita dell’Alma Mater si fa infatti risalire all’opera di Irnerio, personalità memoranda del Medioevo (fine dell’XI secolo), che segnò l’origine laica dell’università italiana, diversamente dal resto d’Europa.

La tradizione tramanda la sua figura come faro precursore e fondatore della scuola bolognese. Così, ai primi della classe, salterà all’occhio un dettaglio: il nome della sala è intuizione che parte da una suggestione che dall’architettura del lucernaio si trasforma in allusione autorevole proprio al capostipite Irnerio, definito dal giurista e glossatore Odofredo, “Lucerna iuris (qui coepit per se studere et studendo coepit docere in legibus)”.

Dopo il taglio del nastro, la serata è proseguita con una visita guidata da Ilaria Francia al Palazzo che è una delle sedi d’ateneo più belle ed interessanti.

Momenti insoliti; momenti travolgenti di stupore e di privilegio. Un’atmosfera inattesa che sa di vivo e di nuovo facendo tesoro di una storia che si perde nei secoli.

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