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26 febbraio 2012

Orientamento: ci pensa Almalaurea

Per un neo – diplomato che desideri continuare gli studi, la scelta della facoltà a cui iscriversi diventa un problema esistenziale. In quella decisione è racchiuso tutto il suo futuro lavorativo. Spesso, dunque, i ragazzi, presi forse anche dall’ansia di intraprendere la “strada giusta”, oppressi dai numerosi consigli provenienti dai conoscenti, iniziano un corso di studi che abbandoneranno, poi, già durante il primo anno.

Eppure esistono strumenti che possono guidare il giovane verso la giusta facoltà. Uno di questi è, senza dubbio, Almalaurea una cooperativa di 64 atenei pubblici e privati che nasce con lo scopo di monitorare costantemente i laureati.

Tuttavia essa mette a disposizione anche un importante servizio di orientamento per i giovani appena usciti dalla scuola che consiste in una compilazione di un test di pochi minuti che, sulla base delle inclinazioni dello studente, offre suggerimenti sugli studi universitari da intraprendere.

Si stima, infatti, che sia circa il 18 per cento delle matricole ad abbandonare agli studi nei primi dodici mesi, e un gran numero di essi, invece, cambia facoltà dopo il primo anno.

Spiega Andrea Cammelli, professore di statistica all’Università di Bologna e direttore di Almalaurea che uno dei motivi consiste nel fatto che « Il 75% dei laureati delle triennali viene da famiglie in cui non ci sono ancora laureati. Significa che tre quarti di questi studenti universitari non può contare su una pregressa esperienza famigliare».

Lo stesso professore Cammelli afferma che «Al termine della scuola secondaria superiore, alla domanda rifareste questo percorso di studi il 50% degli studenti dice no, non lo rifarei. Quindi esiste un problema di orientamento. Ma l’orientamento deve fare i conti con un altro dato strutturale: il sistema di istruzione oggi deve preparare a lavori e tecnologie che non sono stati ancora inventati. Quindi, quello che dobbiamo capire è come insegnare a imparare.»

Nella fase di orientamento, Almalaurea tiene conto variabili fondamentali, quali le aspettative di reddito e il rapporto tra università e mercato basato su una rilevazione condotta sui laureati a uno, tre e cinque anni dalla laurea.

Il neo – diplomato può, dunque, avere una visiona chiara delle possibilità di guadagno del suo eventuale futuro lavoro: lo stipendio più alto spetta ai medici (oltre i 2000 euro); seguono gli ingegneri (oltre i 1600 euro); i chimici industriali provenienti da una facoltà che esiste solo a Bologna e che conta 11 laureati nel 2005 (oltre i 1500 euro ); i farmacisti (oltre i 1400 euro ).
Tra le materie umanistiche, superano uno stipendio di 1500 euro i laureati in Lingue che trovano un impiego nell’istruzione o nel commercio.

Dati più precisi si avranno l’otto marzo, giorno in cui Almalaurea presenterà presso L’Università La Sapienza di Roma la nuova indagine sulla condizione occupazionale dei laureati.

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