• Google+
  • Commenta
28 febbraio 2012

Uniss: Mastino e Tidore ricordano Giulio Girardi

Giulio Girardi è scomparso domenica scorsa dopo una lunga malattia. Aveva appena compiuto ottantasei anni di un’esistenza straordinaria di studioso, di militante e di educatore. Per quasi vent’anni, dal 1978 al 1996, aveva insegnato Filosofia politica nella Facoltà di Magistero dell’Università di Sassari a compimento di una vicenda personale e di un percorso intellettuale orientato agli studi filosofici e teologici che già nel 1962 lo vedeva impegnato come esperto nei lavori del Concilio Vaticano II, per le sue conoscenze sul marxismo e sui rapporti con i “non credenti”. E proprio il problema del dialogo fra marxismo e cristianesimo, a partire dalle concrete esperienze nel continente americano, è stato uno dei punti centrali della sua riflessione teorica e uno dei temi ricorrenti del suo impegno militante, che lo avevano legato agli interessi scientifici di Sandro Schipani, di Marcello Lelli, di Alberto Merler, di Giovanni Lobrano, di tanti di noi, anche nell’ambito del Seminario di studi latino-americani del nostro Ateneo.

Con il rigore teoretico e metodologico del filosofo e del teologo e con la passione di chi ha sempre dichiarato con limpidezza la propria scelta di campo al fianco degli oppressi e dei più svantaggiati, Girardi è stato una delle coscienze critiche più acute della vicenda dell’America Latina nella seconda metà del XX secolo. Protagonista egli stesso di quella vicenda, è stato tra i fondatori della teologia della liberazione, interpretando la fede cristiana e l’impegno per la giustizia e per l’equità sociale come strumenti attraverso cui perseguire la liberazione degli esseri umani e l’autodeterminazione dei popoli.

Camillo Tidore lo commemora per noi con queste parole: “chi ha seguito i suoi corsi universitari ne ricorda la disponibilità al dialogo e la ricerca costante del confronto, che si esprimeva in una non comune capacità di prendere in considerazione gli argomenti degli altri e di mettersi in ascolto, chiunque fosse il suo interlocutore. Chi lo ha conosciuto personalmente ne ha apprezzato la ferma mitezza nel sostenere le proprie idee e l’entusiasmo travolgente, spesso contagioso, nel desiderio di trasmetterle agli altri. In quest’anno in cui, come Ateneo, siamo particolarmente impegnati a riflettere sul nostro passato, che il quattrocentocinquantennale ci stimola a ricostruire, e sul nostro futuro, che le sfide aperte dalle trasformazioni in atto ci impongono come comunità scientifica sempre più aperta al mondo, pensare a Giulio Girardi ci fa vedere in lui una delle figure più eminenti della nostra storia“.

 

Google+
© Riproduzione Riservata